PD Messina, Starvaggi non ci sta: “A Firenze per il popolo curdo”

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Paolo Starvaggi
Paolo Starvaggi
Paolo Starvaggi non ci sta. Nei giorni scorsi vi avevamo riferito dei venti di burrasca che attraversavano il PD messinese, con i membri che chiedevano le dimissioni del Segretario Provinciale Paolo Starvaggi, reo di aver partecipato alla Leopolda (https://www.amnotizie.it/2019/10/22/pd-messinese-chieste-le-dimissioni-di-paolo-starvaggi/). Oggi è arrivata la replica del Segretario, che vi riportiamo integralmente.
Con riferimento all’articolo apparso sul Vostro sito online, sulla richiesta di dimissioni del sottoscritto da Segretario Provinciale del Partito Democratico per “l’inopportuna presenza alla Leopolda non comunicata a nessuno”, attraverso un documento indirizzato al Segretario Nazionale a quello Regionale ed alla Commissione nazionale di garanzia, sento l’esigenza di intervenire per fare chiarezza in merito alla posizione del sottoscritto ed all’intera vicenda.
Anche quest’anno, come ormai da diversi anni, il sottoscritto, con moglie a seguito ed il solito gruppo di amici, con rispettive famiglie, per tempo ha acquistato biglietti arei e camere per il soggiorno a Firenze in concomitanza della Leopolda. Non avevamo previsto la scissione e che la Leopolda 10 potesse rappresentare il momento fondativo di un nuovo partito. L’evolversi degli eventi mi ha portato alla decisione anche un po’ sofferta di non partecipare alla manifestazione organizzata da Matteo Renzi, per evidenti motivi di opportunità in relazione al ruolo rappresentativo che ricopro nel partito e per la mia volontà di continuare a fare parte della comunità del partito democratico, cui appartengo sin dalla nascita e che ho contribuito a fondare e fare crescere, con impegno, serietà e spirito di servizio, pensando solo a dare il mio contributo senza mai chiedere e/o ricevere contropartite. Nel PD di Messina mi sono assunto l’onere, ma anche l’onore, di guidare una difficile fase di ricostruzione e l’ho fatto con equilibrio, sensibilità e generosità, aprendo il partito a tutti quelli che ne hanno voluto fare parte, senza calcoli e bilancini. La decisione di non partecipare alla Leopolda e l’idea che il PD non fosse una Caserma, mi ha portato a non fare comunicazioni ufficiali della mia presenza a Firenze, circoscritta ad un soleggiato weekend con amici, fatta di shopping e musei e per dire il vero con in animo la voglia di partecipare ad una manifestazione a sostegno del popolo Curdo organizzata da movimenti di sinistra. In realtà a diversi dirigenti del partito avevo avuto occasione di riferire che sarei comunque andato a Firenze per utilizzare le prenotazioni non più rimborsabili, ma che non avrei partecipato alla Leopolda.
Purtroppo è accaduto che insieme ai miei amici, sabato mattina, nel tragitto per la passeggiata a piedi verso il centro siamo stati catturati dalla curiosità di passare dalla Leopolda, ma non certo per partecipare alla Kermesse, tra l’altro si trattava del momento in cui vi erano i tavoli tematici. Sono bastati 8 minuti tra l’ufficio stampa ed il piazzale laterale per fare montare un caso che va senz’altro ridimensionato. Peraltro già lunedì mattina ho avuto cura di fissare per la giornata di venerdì prossimo un importante esecutivo provinciale del partito, nella cui sede questa vicenda sarà definitivamente chiarita e spero superata ed a chi mi ha chiesto se avevo partecipato alla Leopolda ho chiarito di essere stato a Firenze e solo per pochi minuti alla Leopolda e, quindi, di potere affermare di non avere partecipato alla manifestazione, come pure non ho partecipato a pranzi o cene con i politici presenti alla Leopolda o ad incontri di qualsiasi genere. L’unico momento “politico” della mia presenza a Firenze è stata la partecipazione al Corteo a sostegno del Popolo Curdo, che ho fatto con convinzione e con la piena consapevolezza di quanto delicata sia questa vicenda, che sarebbe bello, il PD di Messina, mettesse a centro di una propria iniziativa nelle prossime settimane.”