sabato, Febbraio 24, 2024
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Barcellona Pozzo di Gotto: 59 avvisi di conclusione indagine per lo sversamento dei rifiuti negli alvei di torrenti Mela e Patrì

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Sono in corso di notifica 59 avvisi di conclusione indagine ad altrettanti indagati nell’operazione di tutela ambientale del 29 settembre scorso. Stanno procedendo in tal senso i carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, con quelli delle stazioni di Terme Vigliatore e Merì.

Proprio il 29 settembre i carabinieri eseguirono sequestri preventivi di 14 autocarri del valore complessivo di oltre 1 milione di euro, appartenenti a diverse ditte della zona, nonché a carico del titolare di un’impresa la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali per la durata di un anno.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto diretta dal procuratore capo Giuseppe Verzera, avevano evidenziato come i torrenti Mela e Patrì, sottoposti a vincolo paesaggistico e largamente prosciugati per lunghi periodi dell’anno, fossero stati ridotti a discarica, facendone oggetto di una selvaggia aggressione ambientale.

Gli indagati, con più condotte ripetute nel tempo e documentate dal maggio al dicembre 2022, in più punti dei torrenti, in assenza di alcuna autorizzazione, avevano trasportato e sversato nei greti rifiuti di vario tipo, anche pericolosi e in particolare scarti delle attività di impresa, tra cui materiale edile, in ferro, legno, fino ad arrivare a derivati della lavorazione di alimenti o prodotti da animali da allevamento.

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In alcuni casi, i rifiuti, dopo essere abbandonati, erano stati addirittura incendiati, con fiamme i cui fumi, per pura fortuna non si erano propagati. Gli avvisi di conclusione indagine, scaturiti a conclusione di due distinti procedimenti penali, vedono gli indagati iscritti a vario titolo per realizzazione di discarica abusiva, combustione illecita di rifiuti, abbandono di rifiuti e deturpamento di beni naturali.

Per il gip gli indagati si sono dimostrati “totalmente insensibili alla salvaguardia del patrimonio naturalistico nel cui ambito pure loro vivono e operano, non seguendo le procedure – affrontando i relativi costi – previsti per lo smaltimento dei rifiuti e così rovinando, in maniera che appare irreversibile, un patrimonio naturalistico che appartiene all’intera collettività”.

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In particolare, tra gli indagati, figurano anche numerosi privati residenti della zona che sono stati sorpresi dalle telecamere predisposte dai carabinieri, mentre, utilizzando le proprie autovetture, gettavano rifiuti di natura domestica. Questi ultimi risponderanno dei reati di abbandono di rifiuti.

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