Violenza sessuale ai danni di due ragazze di Mistretta con deficit cognitivo, arrestato un giovane di Nicosia

Carabinieri Palermo

Violenza sessuale aggravata commessa ai danni di due ragazze, di cui una minorenne, entrambe affette da deficit cognitivo. Queste le contestazioni a carico di un giovane di Nicosia arrestato dai carabinieri della compagnia di Mistretta.

Sono stati i militari del centro montano a dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Enna Giuseppe Di Noto su richiesta del sostituto procuratore della repubblica di Enna Daniela Rapisarda.

L’indagine è stata avviata a seguito di una segnalazione da parte di un dirigente di un istituto scolastico; aveva rappresentato ai carabinieri di avere sospetti che una sua alunna, minore di 18 anni ed affetta da deficit cognitivo, fosse stata vittima di abusi sessuali. Avviate le indagini, coordinate dal pm Daniela Rapisarda, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Mistretta, coadiuvati da esperte psicologhe, hanno accertato che effettivamente il giovane aveva attirato, con l’inganno, la minore sulla propria autovettura e, condotta in un luogo appartato, ne aveva abusato sessualmente.

La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti quando i carabinieri, nel corso dell’attività investigativa, hanno accertato che, verosimilmente, il giovane aveva abusato anche di una seconda ragazza anch’essa affetta, da deficit cognitivo. I successivi riscontri effettuati dai Carabinieri, hanno confermato che il giovane aveva violentato, attirandola in un posto appartato, anche la seconda ragazza.

Per timore, gli episodi di violenza sessuale non sono stati segnalati dalle vittime alle rispettive famiglie. Da qui il pm ha richiesto al gip la misura cautelare a carico del giovane ed il giudice ha disposto la misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’indagato, ritenuta idonea a fermare la “tendenza dell’indagato ad adescare vittime vulnerabili allo scopo di soddisfare le proprie pulsioni sessuali”.

Ultimate le formalità di rito, il giovane è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

E’ stato grazie alla sinergia tra scuola, carabinieri, procura e ufficio gip che si è riusciti ad accertare e ricostruire le drammatiche violenze sessuali subite dalle due vittime particolarmente vulnerabili – che proprio per via della loro vulnerabilità avevano tenuto nascosto gli eventi alle rispettive famiglie – e a porre fine alle condotte del giovane.

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