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7 bagnanti intrappolati sulle rocce a Capo Calavà, salvataggio della Guardia Costiera

Brutta avventura per sette bagnanti di nazionalità italiana e straniera, con un’età compresa tra i 20 ed i 60 anni, che a causa di un repentino mutamento delle condizioni meteomarine con forte risacca e raffiche di vento sino a 35 nodi, sono rimasti intrappolati ieri pomeriggio sulla scogliera di Capo Calavà del Comune di Gioiosa Marea.

A prestare soccorso per primi sono stati i bagnini Mattia Gentile, Gabriele Di Pino e Marcello Cipriano, che hanno diramato l’SOS alla Capitaneria di Porto e fornito ai malcapitati l’attrezzatura necessaria per restare a galla durante il salvataggio.

Giunte sul posto però le motovedette della Guardia Costiera non riuscivano ad avvicinarsi alla piccola imbarcazione a causa delle intense correnti e delle forti raffiche di vento.

I militari a quel punto hanno adottato un’altra soluzione: l’impiego di un gommone, maggiormente idoneo per la tipologia d’intervento e condotto da personale militare dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Agata di Militello, sia impegnato in attività di pattugliamento terrestre sia libero dal servizio.

Anche in questo caso, nonostante le caratteristiche tecniche del mezzo, messo a disposizione dalla Ditta Nautica Extreme di Patti, Marina consentissero un maggior avvicinamento alla parete rocciosa, non si manifestavano le condizioni per un recupero in sicurezza dei naufraghi.    

Allora è stato disposto l’impiego della motovedetta SAR CP 832 per procedere al recupero, con l’ausilio di zattere collettive di salvataggio e via terra con altro personale del Comando libero dal servizio, tra cui un militare recentemente abilitato quale rescue swimmer della Guardia Costiera, figura altamente specialistica per le attività di soccorso marittimo ogni tempo.

Solo in questo ultimo caso, dopo oltre due ore di operazioni, il gioco di squadra e la sinergia operativa posta in essere tra gli uomini e mezzi della Guardia Costiera di Sant’Agata Militello ha consentito il recupero in sicurezza dei 7 naufraghi trasbordandoli uno alla volta dapprima sul gommone e successivamente sulla motovedetta CP 832.

L’odissea dei malcapitati, spaventanti ma in generali buone condizioni di salute, si concludeva con lo sbarco in sicurezza al porto di Capo d’Orlando Marina dove ad attenderli in banchina vi era personale medico ed un’autoambulanza del Servizio 118, precedentemente allertati.

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