Coronavirus – Gestori delle case di riposo siciliane “Non possiamo temporeggiare, proponiamo linee guida”

casa riposo anziani

“Non possiamo assolutamente temporeggiare”, è questo il motto che ha spinto – in qualità di Amministratori di varie strutture per soggetti fragili – ad unire le forze per richiedere ai vari organi regionali preposti della Sicilia – per il tramite dell’Avv. Andrea Aira – Linee Guida chiare, esaustive e complete. “Il tutto per poter far fronte alle varie situazioni di emergenza connesse al COVID-19 già, purtroppo, verificatesi in varie strutture di ricovero di soggetti fragili e nei confronti dei quali sono state, semplicemente, intraprese delle iniziative del tutto disomogenee e disarticolate.”

La richiesta di riferimenti chiari e stringenti giunge da un gruppo di amministratori di Case di Riposo ubicate nella province di Messina e Palermo, preoccupati di quanto avvenuto in altre strutture siciliane, con le conseguenze a tutti note a causa della diffusione del coronavirus, anche al di fuori delle strutture, con una allarmante catena di ritorno. Promotore dell’iniziativa l’avvocato palermitano Andrea Dell’Aira, accolta con favore da numerosi gestori di strutture di accoglienza in entrambe le province e coordinata a titolo meramente gratuito e filantropico a nome “delle centinaia di soggetti allo stato ricoverati presso le strutture, prima ancora che in nome dei rispettivi legali rappresentanti perchè gli anziani, i disabili ed i soggetti più fragili non siano destinati a rimanere nella serie B della Lega dei diritti dei cittadini di questo Paese.”. “Ritenendo che sia un ineludibile dovere giuridico, morale e sociale di operatori ed Istituzioni coordinarsi ponendo in essere tutte le strategie (concrete ed operative) per prevenire, contrastare, ed affrontare l’emergenza in corso cercando di contenere il rischio contagio e soprattutto il numero dei decessi che un’omissione (od un ritardo) inevitabilmente implicherebbe come le drammatiche esperienze di questi giorni confermano”.

Il documento, che scaturisce dall’esperienza diretta sul campo, con le aree critiche evidenziate da ogni singolo amministratore, è stato inoltrato ieri via pec alla Presidenza della Regione, all’Assessore alla Salute Ruggero Razza e ai Comuni in cui sono ubicate le strutture e al Ministero della Salute, chiedendo un tavolo tecnico e una conferenza dei servizi per valutare le proposte contenute nel documento.

In particolare, la principale misura proposta è quella di isolare i casi sospetti o positivi acclarati dal resto degli ospiti della strutture. La proposta è quella di identificare una struttura provinciale dedicata, dove trasferire i pazienti positivi paucisintomatici e che non richiedono ricovero ospedaliero, per la quarantena, garantendo la salute degli altri ospiti delle residenze e delle case per anziani, degli operatori sanitari impegnati nell’assistenza e della popolazione civile.

I ricoveri potrebbero essere individuati in alberghi e strutture turistiche al momento chiuse al pubblico. La misura, oltre a garantire una minor diffusione del contagio, può essere sostenuta economicamente dagli stessi gestori delle residenze, che dovrebbero farsi carico dei costi di vitto, trasferimento e sanificazione delle strutture e dei mezzi utilizzati, mentre la Regione dovrebbe prevedere un rimborso giornaliero per il posto letto occupato nelle strutture ricettive impiegate, rimborso che in questa critica fase dell’economia fungerebbe anche da concreto ammortizzatore sociale per la categoria degli albergatori.

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