Salute: Legge Sirchia, dal 2005 un milione di fumatori in meno

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Sono passati 15 anni dall’applicazione della legge Sirchia, che prende il nome del suo promotore nonché ministro della Salute di allora Girolamo Sirchia, che vietava il fumo nei locali pubblici chiusi e sui posti di lavoro. Cos’è cambiato dal 2005? Si deve sottolineare un dato importante, dal momento che “i fumatori in Italia sono diminuiti di circa un milione” ed è “cresciuta la consapevolezza rispetto ai danni dell’uso del tabacco” come mostrano le richieste di aiuto al Telefono Verde che, in questi 15 anni si sono quintuplicate.

Ma tale dato, può essere legato all’entrata in vigore della legge? Secondo l’analisi effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità sembra proprio di sì. Tra i principali effetti ottenuti dalla legge antifumo nel corso degli anni, vi è sicuramente quello di aver sensibilizzato la popolazione nei confronti dei danni provocati dal fumo passivo. Già dal 2006, infatti, ad un anno dall’entrata in vigore della nuova legge, l’88,2% degli intervistati nell’indagine dell’Iss dichiarava che il divieto di fumo nei locali pubblici veniva sostanzialmente rispettato.

Oggi, addirittura, il rispetto del divieto di fumo nei luoghi chiusi è diventato un comportamento adottato e rispettato in tutta Italia, con in aggiunta il provvedimento della direttiva europea datato 2016, che ha introdotto il divieto di fumo in macchina in presenza di bambini e donne incinta, nei giardini degli ospedali, così come i nuovi pacchetti con le immagini e il testo che coprono il 65% della superficie per avvisare dei rischi collegati al fumo.

Sarebbe di certo un’utopia pretendere di bandire la vendita e la pratica del fumo completamente, ma che i tabagisti siano passati da 12.570.000 milioni a 11.600.000 fumatori nel 2019 è certo e se i fumatori sono più attenti alla salute del prossimo, è un segnale positivo per una buona convivenza civile.