Concluso il primo raduno dei “Cori in Festa” a Sant’Agata Militello

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“Una bellissima esperienza di comunione, di sinodalità, perché dobbiamo camminare insieme come Chiesa locale”. Le parole conclusive del vescovo monsignor Guglielmo Giombanco hanno adeguatamente sintetizzato “Cori in festa”, primo raduno dei cori delle parrocchie della diocesi di Patti, ospitato nella chiesa “Santa Maria del Carmelo” di Sant’Agata Militello.

E’ stata una vera festa, “perché siamo qui – ha sottolineato il delegato diocesano per la musica sacra, don Calogero Tascone – non per gareggiare, ma per lodare il Signore attraverso il canto e condividere le nostre esperienze”. Concetto ripreso pure dal direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, don Antonino Carcione, che ha anche evidenziato “la necessità di una adeguata formazione, perché dobbiamo conoscere per chi cantiamo e cosa cantiamo, per rendere le nostre liturgie un’autentica festa”.in questo clima di grandissima fraternità si sono esibiti i cori: “Chiara Luce” di Sant’Agata Militello (parrocchia Santa Maria del Carmelo); “Jubilate Deo” di Pettineo; “Maria Santissima Annunziata” di Brolo; “Interparrocchiale Cantate domino” di Naso; “Caterina Grimaldi” di Caronia; “Comunione e Liberazione” di Patti; “Parrocchiale di Cesarò”; “Claudio Monteverdi” di Mistretta; “Giovanni Paolo II” di Frazzanò; “Lorenzo Perosi” di Sant’Agata Militello (parrocchia Santa Maria del Carmelo); “San Michele Arcangelo” di Longi; “Parrocchiale Castell’Umberto”, “Città di Patti” (parrocchie Cattedrale, San Nicolò di Bari e Sacro Cuore di Gesù) e “Cantiamo al Signore” di Castel di Lucio. All’evento hanno partecipato anche, pur senza esibirsi, altri tre cori: “Mater Dei” di Castel di Tusa; “Maria Santissima della Catena” di Librizzi e “Maria Santissima delle Grazie” di Montagnareale. A tutti monsignor Giombanco ha consegnato l’attestato di partecipazione. “Cori in festa” si è chiuso con la celebrazione della messa, presieduta dal vescovo, durante la quale i canti sono stati “guidati” dal coro diocesano, diretto da Fabio Catina e con all’organo il maestro Salvatore Bonina. Durante la sua omelia, monsignor Giombanco ha sottolineato che “l’Avvento, per essere tempo fecondo, deve essere caratterizzato da due atteggiamenti: la vigilanza e la preghiera, per vincere gli idoli che, spesso, riempiono la nostra vita”. “Tra poco – ha proseguito – nelle chiese, nelle case, nelle piazze, troveranno spazio i tanti segni del Natale, segni di gioia edi festa. il rischio, però, è che facciamo festa senza il Festeggiato. Ecco allora che bisogna far risvegliare Gesù nel cuore di ciascuno di noi”. Quella di Sant’Agata è stata indubbiamente una splendida esperienza – è proprio il caso di dire – di “coralità” nella piena certezza che “è bello dar lode al Signore”.