Disposta l’archiviazione su un’indagine per una compravendita di un terreno a Barcellona

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È priva di fondamento l’accusa di abuso d’ufficio in concorso contestata al dirigente del comune di Barcellona Marina Lo Monaco e al giornalista Carmelo Amato.

Lo scrive il giudice del tribunale di Barcellona Giovanni De Marco nel decreto che ha disposto l’archiviazione per i due, nell’ambito di un’indagine sulla compravendita di un terreno – avvenuta nel giugno del 2013 da parte del comune di Barcellona – di una porzione di terreno di 43 metri quadrati nella zona di San Giovanni-San Francesco di Paola. Una vicenda che nel giugno del 2013 sollevò un vespaio di polemiche nella città del Longano, a seguito di due interpellanze presentate da un gruppo di consiglieri comunali, facente parte del gruppo “Nuova Alleanza”. Le interrogazioni consiliari venivano inviate al sindaco del tempo Maria Teresa Collica, al segretario comunale, agli assessori l, al presidente del consiglio e ai dirigenti. I firmatari chiedevano la revoca in autotutela di una delibera di giunta, per presunte irregolarità nell’atto di vendita. Nel 2016, i consiglieri di maggioranza facente parte dello stesso gruppo consiliare reiterarono con l’amministrazione Materia la stessa denuncia proposta precedentemente da consiglieri dello stesso gruppo. Tutte illazioni e falsità smentite in maniera netta dagli organi competenti, (pm e gip del tribunale di Barcellona). Le indagini, infatti, ha permesso ai due pm, Giorgio Nicola e Francesco Massara, a seguito anche delle relazioni depositate da due ctu nominati dalla procura, di disporre l’archiviazione per i due indagati, con la motivazione: “non sono emerse violazioni di legge né condotte minatorie”. “Finalmente è cessato il lungo calvario che ha dovuto subire la mia famiglia in quattro lunghi anni – dichiara Carmelo Amato. Per molto tempo siamo stati in silenzio, nonostante gli attacchi e le offese gratuite riportate da certa stampa e da gente subdola, ma alla fine i fatti ci hanno dato ragione. La magistratura ha fatto il suo corso ed ha posto fine ai loro deliri, confermando quindi ancora una volta il mio essere uomo onesto e di alti valori umani e l’atteggiamento calunnioso dei miei accusatori, che è stato, anche in questo caso, prontamente denunciato alle autorità competenti. Alla luce della sentenza, chiedo, che coloro i quali si sono sbizzarriti nel dipingerci come persone non rispettose della legge, con umiltà, di chiederci scusa.”