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Alcara Li Fusi fa la conta dei danni dopo l’alluvione del 15 giugno

Solo stamattina gli uomini del Corpo Forestale sono riusciti, con un escavatore, a liberare la famiglia di Contrada Erbazzo, rimasta isolata in seguito all’alluvione che venerdì 15 giugno ha devastato il comune di Alcara Li Fusi.

Sono inquantificabili i danni che il comune alcarese ha subito, che hanno portato la giunta comunale, guidata dal sindaco Ettore Dottore, a deliberare già il giorno successivo la richiesta dello stato di calamità naturale.
Ieri in seduta straordinaria il consiglio comunale ha ribadito e rafforzato la richiesta, che si rende necessaria per fronteggiare l’emergenza che ha colpito Alcara Li Fusi.

Anche oggi la Protezione Civile è sul posto per fare la conta dei danni: mentre nel centro urbano l’emergenza è rientrata grazie all’instancabile lavoro svolto dai cittadini, dai volontari della protezione civile e dal corpo forestale, nelle contrade la situazione resta tragica.

Tre bombe d’acqua hanno provocato una grossa frana sulla strada provinciale 161, che collega Militello Rosmarino ad Alcara li Fusi, isolando per ben due volte nello stesso giorno il centro nebroideo. Adesso l’importante arteria è stata riaperta, ma rimangono numerose criticità: ben 14 torrenti sono esondati, distruggendo letteralmente gli argini che dovranno essere ripristinati per costringere di nuovo i flussi d’acqua nei loro letti e uno storico ponte di contrada Papaleo è crollato a causa della forte spinta dell’acqua.

Pressoché tutte le coltivazioni sono andate distrutte, numerosissime strade rurali delle contrade alcaresi sono diventate impraticabili per i mezzi di trasporto, e cittadini e allevatori sono costretti a percorrerle a piedi per raggiungere le proprie abitazioni e gli allevamenti.

L’ufficio tecnico comunale ha predisposto un modulo per il risarcimento dei danni che ogni cittadino che abbia subito danneggiamenti potrà compilare, e mentre si attende l’esito della richiesta dello stato di calamità naturale il sindaco si sta confrontando con i responsabili della protezione civile provinciale e regionale e nei prossimi giorni incontrerà il presidente della Regione Nello Musumeci.

Mentre dunque si lavorando per mettere in sicurezza il centro urbano, per effettuare la pulizia ordinaria e straordinaria dei tombini di scolo dell’acqua piovana, perché quello che è successo il 15 giugno non si verifichi più, non sono state ancora quantificate le aree di intervento nel vastissimo territorio alcarese, che necessita del sostegno delle istituzioni per tornare alla normalità.

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