Non si è raggiunta la prova, assolti braccianti ed imprenditori dei Nebrodi

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In trentanove fra braccianti agricoli e imprenditori, residenti perlopiù nelle province di Enna, Catania e Messina, erano imputati, a vario titolo, per truffa aggravata e tentata truffa ai danni dell’Inps.

L’accusa, sostanzialmente, era di aver simulato giornate lavorative alle dipendenze di un’associazione agricola, al fine di ottenere l’indennità di disoccupazione. Uno degli imputati, l’imprenditore di Capizzi Giuseppe Fascetto Sivillo, rappresentante legale dell’associazione, che ha la sede produttiva a Regalbuto, era ritenuto colui che aveva orchestrato l’intero imbroglio. Ma secondo il giudice monocratico Francesco Paolo Pitarresi, presidente facente funzioni del Tribunale di Enna, non c’è alcuna prova. Tra gli assolti Giuseppa Lombardo Facciale di Capri Leone, 59 anni; Patrizia Pruiti, 43 anni di Castell’Umberto; i tortoriciani Fabio Bastianello Cantali, 44 anni, Dario Conti Bellocchi, 28 anni, Maria Favazzo, 48 anni, e Francesca Maria Stroscio di 63 anni; Rita Lombardo Facciale di Torrenova, 51 anni; la sessantaquattrenne Maria Conti, le quarantanovenni Rosa Di Carlo e Rosetta Lupica Coniglio, il sessantacinquenne Antonino Pintagro Gallirizzo e la cinquantenne Claudia Patrizia Ziino di Capo d’Orlando
Le accuse ipotizzavano il concorso in una truffa ai danni dell’Inps.