Turismo e ambiente, operatori a confronto col Parco dei Nebrodi

576

“Tanta voglia di saper fare turismo nel territorio dei Nebrodi”. E’ questa la richiesta più pressante che è emersa durante un affollato e partecipato incontro che gli operatori del settore “Outdoor”, dell’escursionismo, della fruizione e del tempo libero, hanno tenuto con il neo commissario dell’ente Parco dei Nebrodi, Luca Ferlito.

La sala conferenze di palazzo Gentile, sede della presidenza del Parco, è risultata insufficiente a contenere gli oltre 60 operatori turistici ed altrettanti osservatori interessati del settore, tanti giovani e numerose donne, tutti animati nell’entusiasmo di partecipare, portando il contributo delle loro esperienze vissute nel voler fare apprezzare un territorio definito “autentico” nei suoi aspetti naturalistici-ambientali, nell’offerta gastronomica-agroalimentare, nel calore dell’accoglienza della gente semplice e laboriosa. “Datemi il tempo di annotare ogni vostra segnalazione, e sopratutto analizzare le vostre aspettative, tante volte rimaste inascoltate, faro una sintesi delle attività da affrontare, senza fronzoli, cavilli burocratici, sempre nel rispetto della sostenibilità e della legalità delle iniziative da promuovere”, ha affermato il commissario Ferlito, annunciando tra due settimane un incontro operativo, inclusivo delle più qualificate aziende ed imprese dell’Outdoor, da tenersi nella sala convegni del Castello Gallego. Il primo incontro quando arriva un nuovo rappresentante istituzionale, nella sede del Parco, è sempre affollato, perché sono molti i giovani alla ricerca di un lavoro interessante e creativo, senza abbandonare il territorio dove sono nati ed amano per i valori in cui si riconoscono. Durante l’incontro è stato più volte I Nebrodi non si promuovono distribuendo brochure, anche se costose, ma garantendo pacchetti turistici, possibilmente riconosciuti per autentica qualità dall’ente Parco, e sopratutto fidelizzando i turisti, come sanno fare bene in Toscana, territorio dalle condizioni climatiche meno favorevoli della nostra isola , che come valore aggiunto può vantare di avere più siti Unesco dell’intero Egitto.