domenica, Giugno 16, 2024

Messina: Il valore della Bioetica e i giovani della società contemporanea

Bioetica copertina

Approfondire tematiche come la salute, il dolore, la dignità umana, il senso della vita sono elementi fondamentali per capire quali sono gli sviluppi della ricerca scientifica e quale ruolo assume la centralità umana. Creare un collegamento naturale tra scienza ed etica ci fa comprendere come la bioetica si occupi di esaltare i valori umani alla luce anche delle nuove conquiste nel mondo dell’ingegneria genetica.        blank

Prendere delle decisioni sull’utilità di specifiche tecnologie, sull’importanza delle cellule staminali, sulla sperimentazione e l’utilizzo di determinati farmaci, ha da sempre interessato il mondo politico e l’intera società civile. Intervenire per dare risposte concrete sul come debellare particolari malattie da una parte, manipolare la sensibilità della persona, incidendo sulla sua debolezza psicologia dettata da uno stato di bisogno dall’altro, per fini prettamente legati alla ricerca.

La vita umana non può rappresentare merce di scambio per implementare la ricerca scientifica ma, elemento indispensabile attraverso il quale, la sperimentazione sia realmente al servizio dell’uomo. Fecondazione in vitro, manipolazione genetica, fine vita, accanimento terapeutico, sono alcuni dei temi che hanno visto contrapporsi esponenti del mondo scientifico ed esponenti del mondo etico per capire quale possa essere la scelta più giusta da prendere.

Una società equa è quella che favorisce la sperimentazione avendo ben presente il rispetto e la dignità dei diritti umani.blank

L’Istituto Italiano di Bioetica sezione Sicilia ODV, ha organizzato una “Giornata di Bioetica per la scuola, giovani e stili di vita” che si è tenuta nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Protagonisti gli studenti del Liceo Ainis i quali hanno realizzato un video incentrato sul lavoro laboratoriale frequentato nei mesi di febbraio, marzo ed aprile.blank

Il Sindaco Federico Basile, “ha manifestato la sua soddisfazione perché, stare accanto agli studenti che hanno affrontato e dibattuto tematiche contenute all’interno della formazione bioetica, rappresenta elemento di crescita e di confronto per l’amministrazione”. L’evento è stato fortemente voluto dal consigliere comunale Giovanni Caruso che ha espresso “il suo vivo compiacimento per la partecipazione degli studenti di diverse scuole cittadine”.blank

E’ toccato a Marianna Gensabella Presidente della Sezione Sicilia dell’Istituto Italiano di Bioetica aprire ufficialmente i lavori leggendo un breve messaggio di Luisella Battaglia, Presidente Nazionale dell’Istituto Italiano di Bioetica che ha voluto interrogarsi su “Cosa significa educare a corretti stili di vita” ovvero “acquisire la consapevolezza che se la promozione della salute, intesa come benessere psico-fisico, può configurarsi come un’imprese di auto perfezionamento personale, dovrebbe anche innescare una riflessione sul nostro stare al mondo e quindi comportare la presa di coscienza che la salute degli uomini e quella del pianeta sono intrecciate oggi più che mai”. Marianna Gensabella ha brevemente presentato le finalità e l’attività dell’Istituto Italiano di bioetica; la presidente Gensabella, ha spiegato “il percorso della Giornata che, pensata come un Laboratorio che si è svolto nei mesi di febbraio, marzo ed aprile, con incontri di formazione tenuti da esperti della Sezione Sicilia dell’Istituto Italiano di Bioetica ed altri docenti universitari”. È stato poi proiettato il video elaborato dagli studenti del liceo Ainis.

Marianna Gensabella, a conclusione del suo intervento, ha presentato le finalità e gli obiettivi del seminario di Bioetica. In particolare ha sottolineato la circostanza che “i giovani sono spesso oggetto di analisi statistiche che rilevano e misurano condotte inaccettabili per la loro salute e per la società ma, raramente, sono interpellati come soggetti che possono e devono definire quali stili di vita sono necessari per raggiungere un benessere individuale e sociale”.blank

È stata poi la volta di Carmelita Russo, Responsabile della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale di Acireale, svolgere il suo intervento incentrato su: “Dietro il sipario dei Disturbi Alimentari”. La Russo ha affrontato “gli aspetti psicologici e sociali che possono esserne causa di questi disturbi, presentando le possibili soluzioni attraverso un approccio che integri le competenze mediche con un’attenzione al benessere della persona in chiave di identità, relazioni ed interazioni sociali”.blank

Domenico Santoro ordinario di Nefrologia dell’Università di Messina ha trattato il tema “Gli effetti positivi dell’attività sportiva sulla salute” che ha sviluppato insieme al collega nefrologo dello stesso Ateneo, Guido Bellinghieri.  L’esercizio fisico, ha dichiarato Santoro, “gioca un effetto positivo sul benessere, in quanto crea uno spazio di lealtà, di amicizia e di crescita umana e migliora le relazioni sociali e l’aspetto fisico”. l’allenamento assicura una performance fisica ottimale, specialmente a livello cardiocircolatorio e respiratorio”.blank

Arcangelo Cordopatri, Specialista in Ginecologia e Ostetricia, che svolto una relazione su “Stili di vita e sessualità”. Gli stili di vita condizionano sicuramente la sessualità, ha dichiarato Cordopatri, “i fattori favorenti che riguardano l’esercizio fisico, una dieta bilanciata un’adeguata conoscenza del proprio corpo, si contrappongono a quelli negativi come il fumo, l’utilizzo di alcool e droghe, vita sedentario, lo stress, l’ansia, la mancanza di sonno, malattie sessualmente trasmissibili”.

Rossella Musolino, Associata di Neurologia presso l’Università di Messina, ha tenuto una relazione sul tema: “Fumo e alcool negli adolescenti”. In particolare la Musolino ha messo in evidenza “come il fumo riduca l’aspettativa di vita media di 10 anni rispetto alla sua assenza e come sia fattore di rischio per molte neoplasie maligne, per l’aterosclerosi dei vasi coronarici, cerebrali etc. Inoltre gli effetti della nicotina sul cervello sono maggiori per gli adolescenti, dal momento che rispetto agli adulti il loro cervello presenta un’aumentata plasticità e un’aumentata vulnerabilità”. La necessaria prevenzione deve coinvolgere famiglia, scuola e organi governativi.blank

Francesco Pira, Associato di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, presso l’Università di Messina, ha sviluppato il suo intervento su “La Generazione Z e la vita onlife”. Diversi gli esempi che Pira ha presentato agli studenti “invitandoli a non permettere a nessuno di spezzare i loro sogni per inseguire una challange (sfida) sui social o per un uso distorto della rete”. Purtroppo, ha concluso Pira, “un numero crescente di persone vive sempre più diffusamente onlife, ossia siamo tutti, o quasi, costantemente connessi; Il messaggio che passa è che il virtuale può sostituire il reale. Invece è meglio dire che il virtuale può aiutare, alimentare, supportare il reale, ma non può essere il mezzo per un facile approccio e una facile via di fuga”.

Un seminario che ha permesso alla scuola e agli studenti in particolare, di parlare della “vita”, della sua “dignità”, delle scelte determinanti e significative che si possono e debbono prendere. Valori universali che costituiscono i punti di riferimento per guardare alla vita con tanta speranza.

 

 

 

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