mercoledì, Giugno 19, 2024

Anziani morti a San Marco D’Alunzio per Covid, il gip ha disposto l’archiviazione per tre indagati

villapacis

Non c’è nesso causale tra la morte degli anziani per Covid-19 in piena pandemia e l’operato di medici e addetti delle Rsa di San Marco d’Alunzio. Così il Gip del Tribunale di Patti Eugenio Aliquò, accogliendo la richiesta della Procura con il sostituto procuratore Andrea Apollonio titolare del fascicolo, ha disposto l’archiviazione per le tre persone che erano state indagate nel marzo del 2021 per in relazione ad un presunto nesso causale tra la morte degli anziani per Covid-19 in piena pandemia e l’operato di medici e addetti, della RSA (Residenza Sanitaria Assistita) di San Marco d’Alunzio.

L’archiviazione del procedimento significa che non c’è alcun nesso, come avevano spiegato i consulenti d’ufficio nella perizia che è stata al centro del complesso incidente probatorio che si è celebrato sulla vicenda nel giugno dello scorso anno. Al centro dell’inchiesta la morte di undici anziani per Covid tra marzo e maggio del 2020, ai tempi della prima ondata del virus che paralizzò il mondo. E tutti provenivano dal focolaio di San Marco d’Alunzio, scoppiato nella RSA “Villa Pacis San Francesco” e nella struttura di supporto “Residenza Aluntina”.

L’inchiesta è scaturita a seguito di svariati esposti che hanno sollecitato i magistrati ad indagare, partendo da quando si sarebbero verificati i primi sintomi del morbo, febbre, tosse e problemi respiratori; poi sul trasferimento dei pazienti, la chiusura di alcune strutture e gli accertamenti dell’Asp.

L’inchiesta vedeva tre indagati accusati di omicidio colposo: Tindara Irò, presidente dell’Associazione dei Balocchi, gestore della “Residenza Aluntina”, assistita dagli avvocati Salvatore Librizzi e Salvatore Saccà; Nunziatina Miracula, amministratore unico della RSA “Villa Pacis San Francesco”, difesa dall’avvocato Salvatore Giannone; Biagio Todaro, responsabile di gestione della “Residenza Aluntina”, difeso dall’avvocato Massimo Miracola. Nei loro confronti quindi sono cadute tutte le ipotesi d’accusa prospettate all’inizio di questa vicenda.

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