Messina Denaro, Bonafede non risponde ad interrogatorio di garanzia

tribunale palermo uff

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Andrea Bonafede, 59enne di Campobello di Mazara che avrebbe prestato la sua identità al boss trapanese Matteo Messina Denaro, durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto oggi nel carcere Pagliarelli, davanti al GIP e al PM Piero Padova. L’uomo è stato arrestato due giorni fa con l’accusa di associazione mafiosa. “Aspettiamo la conclusione delle indagini”, ha dichiarato alla stampa dopo l’interrogatorio Aurelio Passante, legale di Bonafede. Per gli inquirenti la figura del geometra sarebbe “riconducibile a quella dell’affiliato ‘riservato’ al servizio diretto del capomafia” e le condotte reiterate poste in essere dal 59enne avrebbero consentito a “U siccu “non soltanto di proseguire la sua latitanza, ma altresì e soprattutto di mantenere il suo ruolo di comando nell’organizzazione mafiosa”.

Intanto, Matteo Messina Denaro ha rinunciato a comparire anche all’udienza preliminare del procedimento scaturito dall’inchiesta “Xydi” che ha visto coinvolti presunti boss e gregari della mafia agrigentina fra cui l’ex avvocatessa Angela Porcello e il compagno Giancarlo Buggea, condannati rispettivamente a 15 anni e 4 mesi e 20 anni.

La posizione del capomafia era stata stralciata perché latitante. All’udienza di oggi, davanti al GUP di Palermo, Messina Denaro avrebbe potuto partecipare in videoconferenza dal carcere de l’Aquila, ma è arrivata la rinuncia, così come accaduto lo scorso 19 gennaio al processo sulle stragi del 1992 a Caltanissetta.

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