Palermo

Tusa: azienda ha vinto un ricorso a distanza di sedici anni dal provvedimento di revoca di un finanziamento

Ricorso accolto dal Tar di Catania per un’importante società di Tusa, una sentenza arrivata a distanza di sedici anni dal provvedimento del Ministero delle Attività Produttive di revoca di un finanziamento.

La vittoria è arrivata, tardi e con tutte le sue precedenti implicazioni, ma è arrivata. Questi i dettagli. Un’azienda nebroidea, rappresentata dall’avvocato Paolo Starvaggi, ha presentato ricorso nel 2006, dopo che, con decreto ministeriale del 9 aprile 2001, fu concesso in via provvisoria un contributo per la realizzazione del programma di investimenti, da erogare in due quote annuali, pari ad oltre 443 mila euro ciascuna. L’8 ottobre 2001 fu erogata la prima quota ed il 22 ottobre 2003 fu anticipata dall’Irfis la somma di oltre 354 mila euro, in relazione alla seconda quota di finanziamento.

A seguito di accertamenti del comando tenenza della guardia di finanza di Santo Stefano di Camastra, per alcune irregolarità riscontrate sul conseguimento delle agevolazioni, fu aperto il procedimento di revoca delle concessioni. Il 6 ottobre 2005 il ministero revocò le agevolazioni ed il 13 ottobre successivo fu data comunicazione di revoca all’azienda tusana che propose ricorso, ritenendo questi provvedimenti illegittimi. Sia per l’insussistenza dei presupposti per la revoca delle agevolazioni, poi per la violazione delle garanzie in tema di giusto procedimento amministrativo e per la mancata valutazione degli interessi contrapposti. L’azienda ottenne la sospensiva e ora ha vinto anche nel merito.

Per il Tar il ricorso deve essere accolto e l’azienda non dovrà restituire le risorse richieste allo Stato. Tra i motivi che hanno determinato la decisione dei giudici, il fatto che il Ministero avesse evidenziato il controllo effettuato dalla guardia di finanza stefanese, senza però specificare l’iter seguito nel disporre la revoca del finanziamento già concesso e dunque quale ragione lo giustificasse. Sarebbe stato necessario poi, verificata l’entità del finanziamento, sospendere il procedimento e compiere a suo tempo le verifiche. Per questi ed altri motivi, il ricorso è stato accolto ed il Ministero è stato condannato anche a pagare le spese del giudizio.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
blank
blank
blank