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Caos dati in Sicilia. La degna fine di una vicenda grottesca

Dalla padella alla brace. Non si sa come potrebbe andare peggio. Dopo lo scandalo sanità e le conseguenti dimissioni di Ruggero Razza, ieri si è aperto un altro capitolo di questa grottesca vicenda siciliana: il caos dati.

Dopo lo stop di un giorno, quello di martedì, al fine di riorganizzare la struttura sanitaria, la Regione ha ripreso ad inviare i dati nella giornata di ieri, mercoledì 31 marzo.

Nel bollettino nazionale, redatto dal ministero della salute, visibile sulla piattaforma, i nuovi positivi in Sicilia erano 2.904, riportati nelle ultime 48 ore. Una media di quasi 1.500 al giorno, il doppio rispetto alla media giornaliera dei dati comunicati nelle settimane precedenti. Numeri comunque preoccupanti, ma non così gravi, visto che i ricoveri e i decessi si erano mantenuti stabili.

La sera invece, con una comunicazione all’agenzia ANSA, neanche il canale istituzionale della Regione, Mario La Rocca, dirigente dell’assessorato alla salute, attualmente il più alto in grado dopo la bufera sui dati falsi del Covid in Sicilia, spiega che i dati inviati al Ministero sono sbagliati: i positivi in due giorni sono 1673.

Secondo il dirigente il disguido è avvenuto a causa del blocco delle caselle email di posta certificata, disposto nell’ambito dell’inchiesta in corso. Tale blocco ha provocato inevitabili rallentamenti e confusione.

Non si capisce come un blocco delle caselle e-mail possa cambiare i numeri raccolti dall’osservatorio, ma questa è la giustificazione ufficiale.

La degna fine di una vicenda a dir poco grottesca, fatta di confusione, inganni e che porterà soprattutto a far sì che la gente perda quel poco di rispetto rimasto nei confronti delle istituzioni.

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