lunedì, Novembre 23, 2020
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Il Cga ha disposto la ricognizione dei debiti dell’AtoMe2 in liquidazione

Si deve accertare la massa passiva dell’AtoMe2 in liquidazione – anche attraverso i comuni soci e la Regione, per vedere se può pagare i suoi debiti. Così ha deciso con propria ordinanza il Consiglio di Giustizia  Amministrativa, fissando la prosecuzione della causa all’udienza del 16 dicembre.

Al Cga si è rivolta la “Multiecoplast”, rappresentata dall’avvocato Nunziatina Starvaggi; ha presentato appello contro l’AtoMe2 in liquidazione spa e la Prefettura di Messina. Ha chiesto che venisse riformata l’ordinanza emessa dal Tar il 23 ottobre 2019, che dichiarò estinta la procedura di esecuzione del giudicato di un decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Barcellona per circa 11 milioni di euro. Non solo, ma ha disposto la trasmissione della relazione del commissario ad acta Giuseppe Scipioni alla procura della repubblica di Messina.

Il Tar, con sentenza 312 del 13 febbraio 2017, aveva accolto il ricorso in ottemperanza presentato dalla “Multiecoplast srl”, su somme di denaro dovute in forza di un decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Barcellona; divenuto definitivo, si era proceduto alla nomina di un commissario ad acta per l’eventuale intervento sostitutivo, in caso di inadempimento del debitore. Il 14 marzo 2017 il commissario fu sostituito dal funzionario amministrativo Giuseppe Scipioni, per dare piena esecuzione alla sentenza. Quest’ultimo depositò al Tar una relazione dove precisava che mancavano le condizioni per dare esecuzione al decreto ingiuntivo; rappresentò l’impossibilità di portare a termine l’incarico, sottoponendo alla valutazione del tribunale due diverse modalità di esecuzione del mandato: agire nei riguardi dei comuni debitori soci dell’ex ambito o imputare le somme alla Regione.

Il Tar, verificata la situazione di dissesto dell’ambito, ha disposto che relazione del commissario e ordinanza dovessero essere trasmesse alla procura della repubblica di Messina, per gli accertamenti di competenza, ritenendo che la procedura di esecuzione del giudicato dovesse essere dichiarata estinta per mancanza di fondi. Da qui la presentazione dell’appello, finalizzata alla richiesta di chiarimenti alla Regione, per la ricognizione dei fondi. Il Cga ha accolto questa richiesta, ha disposto ulteriori accertamenti ed il rinvio all’udienza del 16 dicembre 2020.

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