lunedì, Novembre 23, 2020
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Erosione: Legambiente denuncia ritardi e contraddizioni del Contratto di Costa – Video

Annunciato e presentato in pompa magna il 3 maggio 2018, alla presenza del Presidente della Regione e dei sindaci di 14 comuni compresi tra Tusa e Patti, il Contratto di Costa aveva suscitato molte attese, ma ora, giunto alla fase di attuazione, sembra che qualcosa non funzioni.

Il Piano contro l’erosione era nato con l’idea di pianificare, in un’ottica più ampia, gli interventi di tutela delle spiagge e doveva consistere nello spostamento verso la riva dei materiali depositati nei corsi d’acqua.

Ma i tempi si sono dilatati, ed intanto l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico diretto da Maurizio Croce, incaricato della gestione del Contratto, ha pubblicato due bandi che, secondo Legambiente, sarebbero in aperto contrasto con gli obiettivi sottoscritti e con le linee guida del Ministero dell’ambiente in materia di erosione costiera.

L’associazione, quindi, chiede la revoca in autotutela di questi due bandi, che riguardano uno l’affidamento delle opere di difesa costiera nei 14 comuni, per un importo di quasi 5 milioni di euro – di cui circa 3 milioni dovrebbero essere spesi per prelevare, trasportare e conferire in discarica materiali prelevati dalle spiagge -, e l’altro la progettazione esecutiva di un intervento urgente a Capo d’Orlando – in cui è prevista la costruzione di 4 pennelli al Torrente Zappulla, che aggraverebbero l’erosione in atto nella spiaggia di Trazzera Marina e del Centro; ed inoltre una serie di piccoli pennelli tra il Faro e San Gregorio, danneggiando la bellezza di quella costa.

Progetto, quello per la spiaggia orlandina, che si sovrappone e contraddice quello generale del Contratto di Costa, come denuncia Legambiente:

 

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