Il Tribunale della Libertà ha revocato il divieto di avvicinamento per una famiglia di Messina

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Revocato il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri che era stato disposto dal Gip del tribunale di Messina Maria Militello. Così ha disposto il Tribunale della libertà di Messina – presidente Maria Giuseppa Scolaro, a latere Alessia Smedile e Chiara Di Dio Datola – a favore di una famiglia messinese.

I giudici del riesame hanno sciolto così la riserva, a seguito del ricorso proposto dagli avvocati Antonio Amata e Nino Favazzo contro la misura cautelare disposta dal Gip, il cui mantenimento era stato richiesto anche nel corso dell’udienza dal pubblico ministero titolare delle indagini. Il caso aveva suscitato notevole clamore mediatico nei giorni scorsi, anche per la netta presa di posizione della attrice ed imprenditrice

Maria Grazia Cucinotta, che aveva evidenziato come il provvedimento di rigore, disposto nei confronti dei genitori, avesse di fatto prodotto effetti gravemente destabilizzanti sul precario equilibrio psichico del figlio minore della coppia, purtroppo affetto da grave disabilità. L’incubo della famiglia, costretta a lasciare nottetempo la casa di abitazione, ottenendo provvisorio ricovero presso un parente, è durata poco meno di una settimana. “Non conosciamo ancora la motivazione della ordinanza di accoglimento del ricorso – hanno dichiarato gli avvocati difensori Favazzo ed Amata – ma riteniamo che le argomentazioni poste a sostegno delle ragioni di insussistenza della condotta di stalking, oggetto della incolpazione provvisoria, siano state ampiamente condivise dal Collegio dei giudici, così comportando la revoca immediata della misura cautelare. Non vi è dubbio che tra le due famiglie vi siano stati e ci siano contrasti di varia natura, che hanno portato a denunce reciproche e reiterate nel corso degli anni, ma che ciò potesse essere qualificato in termini di stalking è subito apparso, a questa difesa, difficilmente sostenibile. Ciò era già stato evidenziato al Gip in sede di interrogatorio di garanzia, cui, richiamando la copiosa documentazione prodotta, si era chiesto, inascoltati, la revoca della disposta cautela. Il risultato oggi ottenuto, per la celerità della pronuncia, restituisce ai nostri assistiti ed a quanti sono stati loro vicini in questo difficile momento, la fiducia dagli stessi da sempre riposta nella Giustizia.”