S. Stefano Camastra, 3 condanne per rapina

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Il gup del tribunale di Patti Andrea La Spada, dopo il rito abbreviato, ha condannato Francesco Asciutto, 33 anni, di Bagheria a sei anni di reclusione e 1.800 euro di multa, Salvatore Calafiore, 40 anni, di Aspra, a quattro anni e otto mesi di reclusione e 1400 euro di multa e Filippo Fazio a sei anni ed otto mesi di reclusione ed oltre 3.300 euro di multa.
Secondo l’accusa, il 29 giugno 2019, avrebbero assaltato un furgone carico di pesce aggredendo il conducente, Giuseppe Foti, un commerciante di pesce milazzese di 41 anni. Foti si è costituito parte civile con l’avvocato Fabrizio Formica e i giudici hanno liquidato a suo favore una provvisionale di 5 mila euro.
I fatti contestati sarebbero avvenuti all’alba del 29 giugno 2018; Foti venne fermato con una banale scusa da tre sconosciuti nei pressi dello svincolo autostradale di Santo Stefano di Camastra. Qui fu aggredito, rapinato del proprio furgone, di duemila euro in contanti, dei documenti e del proprio cellulare. La Procura di Patti e i carabinieri della compagnia di Mistretta, però, non furono del tutto convinti dal suo racconto e scoprirono che Foti non era mai stato a Porticello per caricare pesce come aveva detto e che invece c’erano stati contatti frequenti con uno dei tre aggressori. Per Foti scattò in origine una denuncia per favoreggiamento. La verità è emersa in sede di un nuovo interrogatorio: alcuni mesi prima avrebbe dovuto ricevere un tonno del valore di circa 900 euro. In prossimità del casello di Milazzo, la guardia di finanza sequestrò il furgone ed il pesce, multando il trasportatore per 8 mila euro. Il pesce finì al macero e ciò nonostante, il trasportatore pretese dall’acquirente, cioè il 41enne milazzese, il pagamento della merce e 8 mila euro. L’acquirente pagò il tonno, ma non le 8 mila euro cioè l’importo del verbale. Questo sarebbe stato il motivo della spedizione punitiva del 29 giugno. I carabinieri della Compagnia di Mistretta, in collaborazione con i colleghi di Bagheria chiusero il cerchio e arrestarono i tre; Calafiore è difeso dall’avvocato Giuseppe Germanà Bozza, Asciutto dall’avvocato Maria Sciortino e Fazio dall’avvocato Ermanno Zancla. I difensori di Calafiore e Asciutto hanno ribadito in udienza che il reato si sarebbe dovuto derubricare in esercizio arbitrario delle proprie ragioni; il difensore di Fazio invece che il proprio assistito era assente ai fatti. Questi saranno motivi che verranno formalizzati in secondo grado, visto che i legali hanno preannunciato appello.