Zappulla, il saccheggio dell’Euromedil continua

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Beni ed attrezzature per mezzo milione di euro. Sono quelli finiti alla mercé dei ladri nel giro di sei anni in una vicenda di vendite immobiliari, di banche pronte a chiudere i rubinetti e di Giustizia lentissima. Della storia di cui è protagonista Daniele Petrolo, imprenditore di Rocca di Capri Leone, ci eravamo occupati quasi 4 anni fa.
Petrolo, acquista alla fine degli anni 90 una fornitura per la costruzione del parco acquatico di Portorosa per 720 milioni delle vecchie lire. Lavori mai pagati e che espongono l’imprenditore a problemi economici che culminano nella decisione della banca di chiudergli il conto.
Passano pochi mesi ed il capannone dell’attività commerciale “Euromedil” finisce all’asta. E’ il luglio del 2007. La struttura è acquistata da una pensionata che, prima annuncia di essere pronta a rivenderlo a Petrolo e poi ci ripensa. Nasce una causa civile che ancora non è definita. Nel frattempo il capannone e tutta l’area circostante all’interno delle mura di recinzione, sono diventati preda di saccheggi da parte di ladri che hanno distrutto quasi tutto il materiale.
Gli ultimi ammanchi sono delle scorse settimane, ed i ladri hanno vita facile visto che l’area si trova in una zona isolata e che nella recinzione sono stati creati dei varchi di accesso che permettono un semplice ingresso ai malintenzionati.
Petrolo, nella giornata di ieri, si è nuovamente rivolto ai Carabinieri per denunciare la vicenda, con la speranza che anche il custode giudiziario intervenga nel frattempo per mettere in sicurezza i varchi d’accesso.
Il rischio è infatti che quando si definirà la causa civile per la vendita giudiziaria, il legittimo proprietario della merce che si trova nell’immobile, non trovi più nulla di quanto gli apparteneva.