Sconto di pena per un brolese

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Tre sentenze con il vincolo della continuazione che hanno determinato uno sconto di pena di tre anni di reclusione per Saverio Giuseppe Baratta. Così ha disposto la corte d’appello di Messina, in funzione di giudice dell’esecuzione, presieduta da Francesco Carmelo Tripodi con a latere Daria Orlando e Luana Lino, che ha rideterminato la condanna a dieci anni e quattro mesi di reclusione e 3000 euro di multa.

Obiettivo raggiunto dal legale di Baratta, l’avvocato Decimo Lo Presti. Il legale aveva chiesto che venisse riconosciuto il vincolo della continuazione per due sentenze emesse dalla corte d’appello di Messina passate in giudicato: la prima del 2013, con la quale Baratta era stato condannato a 5 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso contestata nell’operazioni Icaro e Romanza per fatti commessi dal 1997 al 2008, la seconda del 2015 con una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione e 2000 euro di multa, per estorsione ai danni dell’imprenditore Tindaro Marino, per fatti commessi nel 1996. Nel giugno 2017 la corte d’appello di Messina rigettò la richiesta dell’avvocato Lo Presti, che, in avanti presentò ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato l’ordinanza della corte d’appello, rinviando ad altro giudice d’appello; quest’ultimo, con ordinanza del 25 gennaio scorso, ha accolto l’istanza dell’avvocato Lo Presti, che ha chiesto ed ottenuto anche il collegamento con un’altra sentenza di condanna emessa nel 2008 sempre dalla corte d’appello di Messina a tre anni e sei mesi di reclusione e 1000 euro di multa per tentata estorsione e danneggiamento aggravato per fatti commessi a Brolo nel 2006. A questa richiesta si era opposto il procuratore generale Maurizio Salamone. Ma questa vicenda non si è ancora conclusa. L’avvocato Lo Presti sta valutando ulteriore ricorso in cassazione per il suo cliente, che al momento sta scontando la pena in affidamento terapeutico, per chiedere ulteriore riduzione della condanna, perché, per alcuni reati, si è proceduto con il rito abbreviato, che comporta lo sconto di pena di un terzo.