Capo d'Orlando, "i genitori della Mancari hanno sbagliato indirizzo per la protesta"

2165

“La manifestazione dei genitori è stata sbagliatissima nei modi e nei tempi e gli stessi genitori avrebbero comunque fatto bene a protestare non sotto la scuola, ma sotto le finestre del comune di Capo d’Orlando, competente per le manutenzioni”.


Questi alcuni passaggi della lettera firmata dal dirigente del primo istituto comprensivo Rinaldo Anastasi, in merito al nostro servizio andato in onda nel tg sul malfunzionamento del condizionatore nella seconda B del plesso della scuola media “Ernesto Mancari” di Capo D’Orlando. Per il dirigente scolastico la pompa di calore in questione era stata aggiustata il 30 gennaio, grazie alla buona volontà del vice sindaco Aldo Sergio Leggio, è stata messa fuori uso dal temporale che sfortunatamente si verificò nella sera dello stesso giorno, cioè la sera prima della protesta.

Per questi motivi la protesta dei genitori, secondo il dirigente, è stata esagerata per le condizioni di temperatura della classe, inopportuna perché la pompa di calore era stata aggiustata, inappropriata perché la manutenzione delle pompe di calore è a carico del comune e non della scuola, sbagliatissima nei tempi, perché in quel momento, il dirigente era assente per motivi familiari.

Queste, dunque, le valutazioni della scuola alle quali vogliamo garbatamente replicare.
Prendiamo atto che gli interventi di manutenzione sono stati sempre regolarmente sollecitati dalla scuola (evidentemente qualche problema c’era) e soprattutto che, come si evince ancora dalla lettera, il giorno della protesta è stata misurata la temperatura in classe, che era di 21/22 gradi. Vogliamo comunque ribadire che, nel nostro servizio (che è possibile rivedere cliccando qui), abbiamo evidenziato semplicemente come fosse notoria l’assenza del dirigente scolastico il 31 gennaio scorso e nessuno ne ha messo in discussione la legittimità.
Inoltre, dopo aver intervistato uno dei genitori davanti alla scuola, abbiamo atteso invano oltre 20 minuti davanti alla porta chiusa del plesso, chiedendo ripetutamente che, in modo ufficiale, un responsabile della scuola fornisse spiegazioni. Lo ritenevamo corretto, anche per sentire l’altra campana. Invece, a parte qualche notizia assunta a microfono spento, nessuno della scuola ha voluto rilasciare ufficialmente una dichiarazione, per cui, come abbiamo detto il 31 e lo ripetiamo adesso: abbiamo aspettato invano.