Gioiosa Marea, rinviata la discussione sul bilancio

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Questo bilancio non s’ha da approvare, si potrebbe dire.

È stato infatti rinviato a data da destinarsi il consiglio comunale di Gioiosa Marea per discutere l’approvazione del bilancio di previsione per gli esercizi 2018-2020 e del relativo documento unico di programmazione. Il punto infatti, che era all’ordine del giorno nella scorsa seduta consiliare, non ha trovato d’accordo maggioranza e minoranza, avendo quest’ultima presentato una questione pregiudiziale con la quale ha chiesto che l’argomento non venisse discusso. Secondo quanto dichiarato dall’opposizione, il consiglio comunale di Gioiosa non può determinarsi nell’adottare il bilancio di previsione 2018-2020, essendo incompleto e non in linea con le normative vigenti e i principi contabili stabiliti dalla legge. Il capogruppo Eduardo Spinella, ne ha elencato singolarmente le motivazioni, proponendo appunto di non procedere all’esame dell’argomento e demandando all’amministrazione ed ai servizi competenti la riformulazione di uno schema di bilancio che tenga conto di quanto rilevato e di quanto richiesto dal commissario ad acta Daniella Leonelli e dal collegio dei revisori dei conti, che ha individuato alcune criticità nel documento finanziario, esprimendo parere non favorevole. Alla lettura della questione pregiudiziale, sono seguiti i chiarimenti da parte del responsabile del settore economico finanziario del Comune, il ragioniere Antonino Colica, senza tuttavia riuscire a riconciliare le posizioni. La maggioranza ha perciò respinto all’unanimità la questione pregiudiziale, ritenendo più opportuno invece passare direttamente alla trattazione del bilancio. Il capogruppo della stessa maggioranza, Vincenzo Amato, alla luce delle problematiche emerse ha però contestualmente chiesto il rinvio della seduta consiliare, in modo da poter fare il punto della situazione ed adottare una decisione condivisa più corretta e legittima possibile. Il consiglio comunale e la discussione del punto sono stati quindi rinviati, si diceva, pur non avendo la proposta incassato il voto favorevole della minoranza, che ha continuato a sostenere la necessità di una riformulazione dello schema di bilancio.