Processo per le lasagne contaminate, la sentenza sarà il 25 luglio

Sarà il 25 luglio al tribunale di Patti la sentenza del processo per il caso che il 10 agosto 2010, a Falcone, fu identificato come quello delle “Lasagne Killer”.

In quella giornata morì Grazia Marino, 74 anni, di Messina; era in vacanza nel centro tirrenico e mangiò lasagne che sarebbero state contaminate dalla salmonellosi, acquistate in una rosticceria del luogo. Il Pm Lavinia Andriolo, al termine della sua requisitoria, ha chiesto due anni di reclusione per Edoardo Recupero, gestore della rosticceria, 55 anni, di Falcone, difeso dall’avvocato, Nino Favazzo ed un anno per Santa Fiorello, 58 anni, di Milazzo, il medico che all’epoca era in servizio al Pte di Falcone, difesa dagli avvocati, Fabrizio Formica e Francesca Minasi; sono imputati di omicidio colposo. Dopo le richieste dell’accusa, è stata la volta degli avvocati di parte civile: gli avvocati Elena Florio, Bonaventura Candido, Elena Montalbano, Paola Pirri e Leo Decembrino. Sarà il 25 luglio il giorno della sentenza ad otto anni dalla tragedia. Per l’accusa le lasagne vendute dalla rosticceria, una volta consumate, avrebbero provocato l’intossicazione e la morte; il medico si sarebbe attivato il ritardo. Per la difesa non sussiste la prova che l’intossicazione fu determinata dalle lasagne, non dimenticando il divieto di balneazione disposto davanti alla casa della signora e che, pur sussistendo l’intossicazione, non vi era alcuna situazione di emergenza ed il medico prescrisse la terapia del caso.

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
blank
blank