domenica, Aprile 14, 2024

Messina – L’inaugurazione in Aula Magna dell’Anno Accademico 2023/2024

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“Ritorno al passato per guardare al futuro”, è quello che la Rettrice dell’Università di Messina Giovanna Spatari, ha dichiarato presentando l’inaugurazione dell’anno accademico. L’Aula Magna era gremita in ogni ordine di posti, alla stessa maniera di tutti gli altri spazi che la Rettrice ha fatto allestire per consentire a tutti di seguire l’importante avvenimento. Alla cerimonia inaugurale, erano presenti autorità civili, militari e religiose.

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nel ringraziare la prima Rettrice donna dell’Ateneo messinese, ha voluto sottolineare l’impegno finanziario della Regione “per consentire ai giovani cervelli in fuga, di ritornare nei luoghi che li hanno visti studenti e che ora, grazie alla loro fattiva collaborazione, potranno rappresentare strategie di sviluppo per la comunità civile, per il mediterraneo e l’intera nazione”.

Schifani nel porgere il suo saluto al Sindaco di Messina Federico Basile, ha voluto ricordare che “il prossimo anno si celebrerà il 70° anniversario della conferenza di Messina, fondamentale per lo sviluppo dell’Europa e, per questo motivo, occorre celebrarlo in maniera significativa”. Ancora, Schifani ha assicurato il Sindaco di Messina circa “l’impegno economico della Regione per la realizzazione della rete infrastrutturale necessaria per dare senso alla costruzione del Ponte sullo Stretto”.

La Sicilia, ha concluso Schifani, “anche grazie a questa fondamentale realizzazione per lo sviluppo economico e sociale, tornerà ad essere “mare di civiltà”. Prendendo la parola la Rettrice Giovanna Spatari, “ha mostrato un velo di commozione dovuto al fatto che, a soli pochi mesi dal suo insediamento, presenterà il programma che rappresenta la sintesi di ciò che l’Università intende fare per continuare a crescere e rafforzarsi”.

La Spatari ha sottolineato come “il patrimonio immobiliare dell’Università sia di prim’ordine, alla stessa maniera delle strutture; occorre continuare ad investire per mettere a disposizione di studenti e docenti quantità e qualità di Percorsi di Studio e di dottorato, consolidando la sua vocazione internazionale incentrata anche sulla ricerca e sull’innovazione”.

La Rettrice ha dichiarto che “le pietre miliari dell’Ateneo e del suo lavoro, si sintetizzano in: conoscenza, libertà, eguaglianza e persona”.Conoscenza, faro luminoso nel mare delle contraddizioni sociali e culturali; libertà dell’insegnamento accademico, del libero scambio di idee, del dibattito aperto e franco a ogni livello, e della ricerca senza pregiudizi; eguaglianza, strumento privilegiato per esaltare il valore della persona umana, fondamentale criterio che impone di assicurare, ad ogni livello d’intervento, un ambiente sicuro e accogliente per tutti i membri della nostra comunità.

Ancora, la Spatari ha parlato di “autonomia accademica e la libertà intellettuale” che sono “i pilastri fondanti di ogni istituzione universitaria e, Messina sarà sempre più un luogo di inclusione e di tutela delle diversità, dove ogni individuo avrà l’opportunità di realizzare appieno il proprio potenziale”. Infine, la Rettrice Spatari ha dichiarato che “l’Università che immagina dovrà essere capace, in ogni sua attività, specie in quelle aperte al territorio e alla diretta fruizione della società civile, di valorizzare la tradizione e promuovere l’innovazione dei saperi con uno sguardo attento ai problemi e alle necessità che emergono dal contesto di riferimento, ispirando ogni sua azione ai principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

Messina è una Università, ha affermato la Rettrice, “propriamente euromediterranea e, pertanto, sarà compito prioritario promuovere ambienti e interazioni multiculturali e plurilinguistiche così da consentire alle più giovani generazioni di abbattere quelle barriere che ancora si frappongono alla piena realizzazione dei loro sogni e delle loro aspirazioni”. Nel corso del suo intervento, la Rettrice Spatari “ha voluto rivolgere un pensiero al compianto prof. Eugenio Gugliemino, direttore del Dipartimento di Ingegneria, con il quale, nonostante le iniziali diversità di vedute, aveva costruito un dialogo affettuoso e, tanti dei progetti discussi insieme, rappresentano le priorità della sua agenda di Rettrice”. Infine, Spatari ha dichiarato che “l’Università ha bisogno di pensare e progettare in grande, di sognare, e può farlo solo con l’aiuto e la collaborazione di tutte e tutti”. Un caloroso e prolungato applauso ha salutato l’intervento della Rettrice Giovanna Spatari, dai più giudicato come un programma di grande profilo e contenuto. Di enorme spessore culturale e scientifica la prolusione del prof. Gaetano Silvestri, già Rettore dell’Ateneo messinese e presidente emerito della Corte Costituzionale.

Silvestri ha esposto quelle che sono le rigide regole su cui si muove il costituzionalismo contemporaneo, “esso è caratterizzato dalla dominanza di costituzioni rigide, poste al vertice della gerarchia delle fonti del diritto, contenenti l’esplicita enunciazione di princìpi corrispondenti a valori fondamentali presenti nella cultura dei popoli e per la subordinazione della validità della stessa legge alla sua conformità alle norme costituzionali”. Silvestri, con la consueta chiarezza espressiva e la profonda conoscenza giuridica, ha parlato di “libertà e eguaglianza”, che permettono di porre come elemento imprescindibile dei principi costituzionali, la “dignità della persona”, definita dal costituzionalista tedesco Peter Häberle la “premessa antropologico-culturale dello Stato costituzionale”, da cui deriva la democrazia come “conseguenza organizzativa”.

La democrazia, ha proseguito Gaetano Silvestri, “non si riduce a tecnica di composizione degli organi di governo e di adozione delle decisioni politiche, ma valorizzazione della persona umana, che, in quanto tale, con la sua insostituibile individualità, è titolare di una quota di sovranità e pretende di esercitarla”. Anche per questo motivo, l’Università rappresenta luogo deputato per diffondere cultura, consentendo a chiunque, a prescindere dalla sua condizione economica e sociale, di beneficiarne e farla propria. Il ruolo della cultura, ha detto il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, “è messo in luce dall’art. 9, primo comma, della Costituzione che prescrive: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”. La cultura ha affermato Silvestri, “è considerata nel suo aspetto dinamico, come un patrimonio che si sviluppa incessantemente nel tempo e raggiunge sempre nuove acquisizioni mediante la ricerca”.

Silvestri si è anche soffermato sul concetto di “merito” a volte inasprito da equivoci sul significato che tale criterio discretivo può e deve assumere in una società ed in un sistema istituzionale iscritto, all’interno delle coordinate della libertà e dell’eguaglianza”. L’unico problema, ha dichiarato Silvestri sta “nelle tecniche della sua misurazione e nell’individuazione dei soggetti che possono e devono effettuarla nei diversi campi e nei casi concreti”. Significativa la conclusione dell’intervento di Gaetano Silvestri il quale ha affermato che, “non auspica il ritorno all’autoritarismo baronale del passato, ma spera fortemente che le giovani generazioni di docenti e studenti, con il loro studio, il loro sacrificio e quindi il loro merito, sapranno difendere e accrescere il patrimonio culturale che oggi ricevono, per consegnare alle generazioni future una università all’altezza delle sue migliori tradizioni”.

Una inaugurazione dell’Anno Accademico che, nonostante ingessata dal protocollo istituzionale, ha evidenziato un approccio più dinamico ed umano, proteso a valorizzare i ruoli di tutti i componenti che costituiscono l’impalcatura dell’università, docenti e discenti quali elementi indispensabili di un progresso culturale e sociale.

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