lunedì, Agosto 8, 2022

“Noi tagliati fuori da tutto!”: Sei sindaci dei Nebrodi scrivono al Governo Nazionale

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E’ necessario revisionare i criteri di assegnazione del fondo per gli interventi di sostegno ai comuni svantaggiati per gli anni dal 2021 al 2023 e del fondo a favore dei comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. Lo hanno richiesto i sindaci di Castel di Lucio Giuseppe Nobile, di Ficarra Basilio Ridolfo, di Floresta Antonio Stroscio, di Frazzanò Gino Di Pane, di Sinagra Antonino Musca e di Tusa Luigi Miceli.

I sei amministratori hanno inviato oggi una nota al Governo Nazionale e all’Anci, rappresentando – con dati alla mano – come gli ultimi provvedimenti con i quali sono stati destinate risorse importanti ai cosiddetti “comuni svantaggiati”, abbiano di fatto lasciato fuori le loro comunità, mentre diversi enti locali viciniori, pur versando in situazioni economico sociali assimilabili, se non migliori, hanno ottenuto gli stessi fondi.

Per i primi cittadini la causa di tutto è riconducibile, ancora una volta, all’applicazione dell’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale; questo indice, presentando evidenti criticità derivanti da una non condivisibile identificazione e pesatura dei parametri che concorrono a formarlo, ha comportato un’inaccettabile disparità tra gli enti locali.

Una disparità di trattamento che continuerà anche fra comuni ricadenti in aree territoriali del tutto omogenee sotto il profilo dello svantaggio economico sociale. E oltre questo ci sono i fondi del Pnrr per la rigenerazione urbana riservati ai comuni della Città Metropolitana di Messina; i sei comuni – nonostante non abbiano alcuna responsabilità politico/amministrativa – sempre a causa del calcolo dell’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale  rischiano di essere tagliati fuori da questi finanziamenti.

Ecco perché l’iniziativa dei primi cittadini dei sei comuni dei Nebrodi, ribadendo la loro intenzione per far accertare l‘incostituzionalità delle norme sulla cui base sono stati emanati gli atti amministrativi che hanno negato ai comuni, le cui condizioni di difficoltà sociale e materiale sono evidenti, la possibilità di accedere a fondi istituiti proprio con l’intento, tradito nei fatti, di mitigare, per quanto possibile, tali difficili situazioni.

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