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Comitato “Aretè” per la tutela dell’ospedale “Barone Romeo”: “Siamo stanchi della politica delle parole, vogliamo i fatti!”

Se il reparto di ortopedia è previsto per gli ospedali di base, perchè non è stato riattivato presso l’ospedale “Barone Romeo” di Patti? E che dire sulla precarietà del blocco ginecologia-utin che, nonostante i quasi mille parti all’anno, continua a rimanere “abusivo”?

Sono quesiti inseriti in un esposto che il comitato “Arete’” di Patti ha inviato tra gli altri, oltre che al direttore generale dell’Asp Bernardo Alagna, anche al prefetto di Messina Cosima Di Stani e al procuratore della repubblica di Patti Angelo Cavallo.

“Malgrado le numerose segnalazioni di questo comitato sulla mancata attivazione del reparto di ortopedia, senza aver ottenuto alcuna risposta, ha scritto il presidente Carmelina Lipari, non si comprende quali cause impediscano l’apertura, se è vero che è un requisito essenziale e necessario degli ospedali di base e non c’è neanche la reperibilità ortopedica dopo le ore venti e nei giorni festivi.”

Una situazione di criticità ai danni della collettività e di chi ha bisogno di cure immediate, imbarazzante, ha scritto ancora Aretè, per una classe dirigente che appare inadeguata. Dopo numerose segnalazioni riguardanti l’ospedale di Patti, che, inutile dirlo, ha un vasto comprensorio di riferimento, numeri di primordine e potenzialità infinite, il comitato pattese ha detto che è giunto il momento dei fatti, perchè, ha scritto in conclusione del suo esposto, “siamo stanchi di assistere alla politica delle parole.”

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