giovedì, Ottobre 22, 2020

Raccuja, il comune condannato a pagare 28 mila euro a Nunziato Magistro

Il comune di Raccuja è stato condannato al risarcimento del danno per oltre 28 mila euro a favore di Nunziato Magistro. Così ha disposto il giudice del tribunale di Patti Serena Andaloro, che ha condannato il comune anche al pagamento delle spese del giudizio per oltre 5 mila euro a favore di Magistro.

Quest’ultimo, rappresentato dall’avvocato Maria Sinagra, è proprietario di un immobile in contrada Zappa di Raccuja, localizzato in un’area oggetto di un dissesto franoso negli anni 2009/2010. Da qui scaturì l’ordinanza di sgombero da parte del comune e l’impossibilità di utilizzare l’immobile; Magistro presentò istanza per il contributo di delocalizzazione e la Protezione  Civile decretò la concessione di un contributo di oltre 28 mila euro. Questi fondi il privato avrebbe potuto ottenerli solo se il comune avesse emesso la delibera di acquisizione del vecchio fabbricato al patrimonio comunale. E questo non è avvenuto.

Il comune si è costituito in giudizio con l’avvocato Giuseppe  Germanà  Bozza, contestando la sussistenza della propria responsabilità, rigettando le richieste del ricorrente con chiamata in garanzia della Protezione Civile. Il contraddittorio si è sviluppato prima al Tar di Catania che si è dichiarato incompetente, per cui la causa è stata definita davanti al giudice ordinario. Il tribunale di Patti, rigettando l’istanza della chiamata nei confronti della Protezione Civile, ha deciso nell’udienza del 17 settembre scorso.

La domanda di Nunziato Magistro è stata ritenuta fondata e ne consegue il risarcimento del danno, perché non è riuscito ad ottenere il contributo deliberato dalla Protezione Civile a causa del comportamento omissivo del comune; l’ente locale infatti non ha adottato gli atti di competenza per completare l’iter procedimentale per la liquidazione delle risorse. Il comune riferì a suo tempo che l’acquisizione dell’immobile avrebbe determinato l’aggravio di spese perché avrebbe dovuto provvedere alla demolizione e al suo smaltimento.

Ma, com’è scritto nell’ordinanza del giudice, l’acquisizione dell’immobile, inserito in una zona ad alto rischio, avviene a titolo gratuito e la sua acquisizione al patrimonio  comunale è un atto dovuto e vincolato. L’avvocato Giuseppe Germanà Bozza che rappresenta il comune montano, ricordando la disponibilità del comune in questa vicenda, deciderà a breve la presentazione dell’appello a questa ordinanza.

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