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S.Agata Militello: fari puntati sulle sorti dell’Istituto “Zito”, patrimonio dei giovani santagatesi

Non si arrendono i santagatesi all’idea di perdere l’enorme patrimonio morale e materiale dell’esperienza ultracentenaria rappresentata dall’Istituto delle Suore salesiane “Vincenzo e Francesca Zito” di piazza Duomo, la cui chiusura è stata decretata lo scorso maggio.

Su richiesta dei componenti di Officina Democratica, questa mattina l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Bruno Mancuso, ha incontrato i rappresentanti di Comunione e Liberazione, Banco Alimentare, Sant’Agata Volley, PGS, Punto Betania, Azione Cattolica, Pino il Pulmino, Movimento dei Focolari, alla presenza anche di alcuni giovani santagatesi.

Dal primo settembre, infatti le 7 religiose, figlie di Maria Ausiliatrice, guidate da Suor Valeria Marotta, direttrice, dovrebbero lasciare l’istituto. Chiuderà, quindi, i battenti l’intera struttura edilizia dell’istituto e i terreni adiacenti, donati con testamento olografo ai Salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice nel 1935 dalle sorelle Giulia e Caterina Zito, pensando proprio giovani santagatesi e nel quale sin dal 1915 le religiose avevano avviato l’oratorio, la scuola materna e di musica e il laboratorio di ricamo e nel 1918 la scuola elementare, su invito delle sorelle Zito.
Da allora, grazie all’impegno delle religiose migliaia di giovani santagatesi sono cresciuti e si sono formati nell’Istituto dal punto di vista religioso, culturale, professionale ed umano.
Tutte le realtà presenti all’incontro hanno espresso al Sindaco il sentimento di preoccupazione diffuso nella città, circa il rischio che venga meno definitivamente un punto di riferimento per la comunità locale. Il Sindaco ha raccolto l’appello proveniente da associazioni e movimenti ed ha assicurato il massimo dell’impegno, previo avvio, nell’immediato, di ogni opportuna interlocuzione con la Curia Vescovile, affinché la circostanza dolorosa della chiusura dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice non segni anche la fine di una storia che è connaturata all’essenza stessa della città e dei suoi abitanti.
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