“Riccardino”, l’ultima indagine di Montalbano ad un anno dalla scomparsa di Camilleri

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Appare “di pirsona pirsonalmente” Andrea Camilleri nell’ultimo inedito romanzo con protagonista l’amatissimo commissario Salvo Montalbano, l’attesissimo capitolo finale della saga, dal titolo “Riccardino” che esce postumo, per volontà dell’autore, il 16 luglio per Sellerio, a un anno dalla morte dello scrittore, avvenuta il 17 luglio 2019.

“Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse, doppo ore e ore passate ad arramazzarisi ammatula dintra al letto. ‘Riccardino sono’, disse una voce squillante e festevole, per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome… Un’ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando”.

Eccolo l’incipit di “Riccardino”, che la casa editrice Sellerio pubblica a un anno dalla morte di Andrea Camilleri nella ‘storica’ collana “La memoria”, ideata da Elvira Sellerio con Leonardo Sciascia.

Ed è il romanzo del congedo del dirigente del commissariato di Vigàta, in cui a scegliere di mettere la parola “fine”, con un colpo finale a sorpresa, sarà lo stesso Montalbano prima ancora che il suo creatore.

Scritto a 80 anni e accompagnato da aneddoti e leggende come quella che lo voleva custodito nella cassaforte della casa editrice da quando Camilleri lo consegnò nel 2005 a Elvira Sellerio, “Riccardino” è stato ideato nel 2004 come ultimo capitolo della serie del Commissario e ripreso in mano dallo scrittore nel 2016, quando aveva 91 anni, mantenendo la trama, con alcune modifiche nel linguaggio.
L’edizione definitiva, mostra come, nel corso degli anni, l’espressione di Camilleri sia passata dalla “lingua bastarda” che l’autore ascoltava da bambino alla “lingua inventata” di Vigàta, che è divenuta nel tempo, come ogni lingua, la forma di vita di una provincia inventata.

Il libro esce anche in una edizione speciale, con una nota di Salvatore Silvano Nigro, in cui si potranno leggere le due versioni del romanzo, la prima e quella definitiva.

La storia si apre con una botta d’insonnia di Montalbano e la chiamata, alle 5 del mattino, appena è riuscito ad addormentarsi, di un certo Riccardino che il commissario non conosce proprio. Pensa che lo sconosciuto, che gli ricorda un appuntamento al Bar Aurora di Vigata, abbia sbagliato numero e per tagliare corto lo rassicura sul suo arrivo e si rimette a dormire. Ma poco dopo le sei del mattino arriva un’altra telefonata, questa volta di Catarella che lo avverte, su richiesta di Fazio, di un omicidio proprio davanti al Bar Aurora e il morto è proprio Riccardino. Da qui partono le indagini che vedono Montalbano convocato dal Vescovo di Montelusa che vuole sia lui a seguire il caso perché uno dei tre amici di Riccardino, Alfonso Licausi, è suo nipote, e fa pressione sul mondo politico, tra corruzione e nuovi governanti. Le ricerche si sviluppano tra tradimenti, conti bancari, ditte e camionisti di un’azienda mineraria.

Camilleri sentiva il bisogno di liberarsi di Montalbano ma Montalbano lo richiamava ogni volta, invogliandolo, quasi costringendolo a scrivere ancora e ancora storie su di lui; per lasciarlo crescere, cambiare, invecchiare, come una creatura vera. Da questo punto di vista, è evidente l’anomalia dell’epilogo di una saga scritto così tanti anni prima della conclusione vera e propria. Camilleri, voleva essere lui a mettere la parola fine. C’è da aggiungere che in quel 2005 Camilleri era al suo ottantesimo compleanno e si sentiva stanco (lo dice esplicitamente nel romanzo). E non è detto, in ultimo, che non pensasse sul serio di “liberarsi” di Montalbano per potersi dedicare ad altro (magari di più ai romanzi storico-civili, almeno secondo l’accusa avanzata dallo stesso Montalbano).
Oggi sappiamo che avvenne il contrario: alla scrittura di “Riccardino” seguirono ben diciotto romanzi e numerosi racconti, e Camilleri terminò l’ultimo Montalbano, “Il metodo Catalanotti”, nel 2018, continuando a scrivere della sua creatura più amata fino alla fine.

Comunque sia, questo originalissimo romanzo fu consegnato a Elvira nel 2005 con il patto che il libro sarebbe uscito solo alla conclusione della serie.