giovedì, Ottobre 29, 2020

Coronavirus – Messina: il Consiglio di Stato boccia l’ordinanza di De Luca sugli sbarchi

Ieri sera il Consiglio di Stato, con il parere n. 735/2020 della Prima sezione ha espresso “con la massima urgenza, parere favorevole sulla proposta del ministero dell’Interno, pervenuta nella mattinata, per annullamento, in via straordinaria, dell’ordinanza del sindaco di Messina, n.105 del 5 aprile 2020″.

Qui il testo integrale del parere del Consiglio di Stato.
Il “sindaco sceriffo” aveva infatti imposto a chiunque intendesse fare ingresso in Sicilia attraverso il Porto di Messina, con qualsiasi mezzo, l’obbligo di registrarsi, almeno 48 ore prima della partenza, sulla piattaforma on-line del comune messinese, con l’obbligo di fornire i propri dati identificativi e informazioni personali ed obbligando ad attendere il rilascio da parte del Comune di Messina del nulla osta allo spostamento. Il Consiglio di Stato, però, ha sottolineato che “l’istituto dell’annullamento straordinario a tutela dell’unita’ dell’ordinamento evidenzia oggi una sua rinnovata attualità e rilevanza, proprio a fronte di fenomeni di dimensione globale quali l’attuale emergenza sanitaria da pandemia che affligge il Paese, al fine di garantire il razionale equilibrio tra i poteri dello Stato e tra questi e le autonomie territoriali. Tale potere trova la sua ragion d’essere nell’obbligo gravante sul presidente del Consiglio dei ministri, sancito dall’art. 95 Cost., di assicurare il mantenimento dell’unita’ di indirizzo politico e amministrativo, nel quadro di unità e di indivisibilità della Repubblica, di cui all’art. 5 Cost”.
In presenza di emergenze di carattere nazionale, ha concluso il Consiglio di Stato, “pur nel rispetto delle autonomie costituzionalmente tutelate, vi deve essere una gestione unitaria della crisi per evitare che interventi regionali o locali possano vanificare la strategia complessiva di gestione dell’emergenza, soprattutto in casi in cui non si tratta solo di erogare aiuti o effettuare interventi ma anche di limitare le libertà costituzionali”. Al parere, seguirà deliberazione del Consiglio dei Ministri che dovrà essere recepita con decreto del presidente della Repubblica.

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