Tribunale di Patti: video-udienza nell’aula GIP.

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Tecnologia e comunicazione a distanza, possono risultare fondamentali nell’applicare la misura basilare per contrastare la diffusione del coronavirus: evitare i contatti diretti tra le persone. Se poi, ad usarla è un Ente pubblico, come un Tribunale, la questione diventa ancora più interessante, perché rappresenta uno strumento per garantire alcuni servizi essenziali e indifferibili ai cittadini. Pioniere, in tempi non sospetti, il Tribunale di Patti, dove il GIP Ugo Molina e l’allora presidente del Tribunale Maria Pina Lazzara, che ha sposato in pieno l’iniziativa, hanno pensato di far attrezzare l’aula GIP “Antonino Scaffidi”, con alcune strumentazioni che consentono la connessione in remoto, usandola, previo accordo delle parti, per escutere i testi residenti in luoghi molto distanti durante la fase dibattimentale dei processi penali.

Il sistema utilizzato è “Lync di Microsoft” – vecchia versione di Skype for business – mentre il software che invita gli altri a partecipare alla conferenza è sempre “Lync”, che non si installa nella macchine degli “ospiti” ma rimane solo per la durata del collegamento, rendendone l’utilizzo sicuro. I soggetti chiamati a testimoniare si sono recati nella più vicina caserma dei Carabinieri, dove è stata attestata la loro identità e il corretto funzionamento della connessione. Si è, quindi, proceduto alla fase di audizione con una vera e propria udienza on line, realizzata grazie al fondamentale contributo tecnico di Salvatore Alfonso Germanà, assistente informatico – CISIA, che ha installato due grandi monitor e un microfono/telecamera che si orienta, automaticamente su chi sta parlando. Con il vantaggio, ulteriore, che dell’udienza viene creata una registrazione su supporto cd, con versione audio/video integrale, subito disponibile e molto più utile delle lente trascrizioni.

“É un sistema che in passato abbiamo utilizzato e che, per chi deve collegarsi, necessità solo di un semplice PC dotato di webcam con il sistema operativo Windows, snello e semplice che in questo periodo può risultare davvero importante” ha detto Molina. Ieri il sistema, infatti, è stato utilizzato nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria, applicando la procedura all’udienza di convalida dell’arresto di un indagato in stato di detenzione nel carcere di Barcellona P.G. In remoto il giudice incaricato si è collegato dall’aula GIP con il carcere di Madia. Se non fosse stato per un problema tecnico, anche l’avvocato di parte avrebbe potuto partecipare in remoto direttamente dal suo studio. Il remoto può essere utilizzato da legali e giudici su i cui portatili può essere installato il programma e, potenzialmente, potrebbero anche operare da casa.