Quasi 40 chili di hashish sulla spiaggia di Santa Carrà. Ipotesi commercio via mare

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droga capo d'orlando
La droga sequestrata

Il 3 gennaio 600 panetti di hashish erano stati rinvenuti sulla spiaggia di San Leone, nell’agrigentino. Due giorni dopo, il 5 gennaio, altri 600 panetti sulla spiaggia di Marinella di Selinunte, frazione di Castelvetrano, nel trapanese.

Oggi un altro voluminoso pacco, con numerosi strati di carta da imballaggio (pare dei quotidiani in lingua francese), contenente la stessa quantità, altri 600 panetti, è stato rinvenuto sulla spiaggia di Capo d’Orlando, nella zona di Santa Carrà, dai poliziotti del Commissariato orlandino, guidato dal dirigente Carmelo Alioto, insieme al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Agata Militello.

Se due indizi sono una coincidenza, tre invece fanno una prova. L’ipotesi investigativa, a questo punto, è che fra questi tre grossi pacchi, contenenti quasi 38 chili di hashish a testa, vi sia più di un collegamento.

Una prima ipotesi riguarda l’esistenza di un’organizzazione criminale che adopera il mare per distribuire la sostanza stupefacente. Ma perché queste tre consegne sarebbero andate male? I pacchi sono caduti accidentalmente da qualche peschereccio, forse a causa del maltempo dei giorni scorsi o sono stati lasciati scivolare in mare temendo qualche controllo?

Un’altra ipotesi è quella che il pacco fosse agganciato o ancorato sott’acqua e che le forti mareggiate dei giorni scorsi lo abbiano fatto staccare, trasportandolo poi sulla spiaggia di Capo d’Orlando.

Una strana circostanza è rappresentata anche dal ritrovamento, tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, di due sub privi di vita sulle spiagge di Cefalù e Castel di Tusa. Che questi due morti, che non sono ancora stati identificati, abbiano qualcosa a che fare con la sostanza stupefacente rinvenuta oggi?

Le risposte, ovviamente, dovranno darle gli investigatori, ma tutto fa pensare che l’inchiesta, partita dall’agrigentino solo cinque giorni fa, sia destinata ad allargarsi, coinvolgendo le province di Trapani e Messina.

È probabile che uno dei prossimi passaggi investigativi sarà l’analisi dei confezionamenti e di altri elementi che possano accertare il collegamento fra i tre rinvenimenti.