Bent Parodi, dieci anni dalla sua morte. Il ricordo della Fondazione Piccolo

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Bent Parodi
Bent Parodi di Belsito

Bent Parodi di Belsito, è morto il 16 dicembre del 2009. Sono passati dieci anni e quest’anno ne avrebbe compiuti settantasei, e e nonostante sia trascorso un decennio dalla sua scomparsa, a Capo d’Orlando, in quella che fu la sua seconda casa, a Villa Piccolo, tra gli amici e le persone che lo stimavano, nel “suo” grande universo, tra scrittori e uomini di cultura, quest’assenza è palpabile, viva. Una presenza avvertita nel ricordo, nello scoprire la sua lungimiranza, nei segni tangibili del suo dire che ancora riecheggia nella mente di chi lo ascoltava. Parole, gesti, racconti, intuizioni, che spaziavano dall’immenso culturale al “quotidiano” e che ne tracciano un romanzo o una fotografia, se preferite, a più strati di un uomo profondamente umano, un giornalista fermamente convinto della bell’arte dello scrivere e del raccontare, di un iniziato.

«Era un aristocratico – ha detto recentemente l’avvocato Andrea Pruiti Ciarello, amico, oltre ad essere il suo legale, ed oggi oltre ad essere il Consigliere d’amministrazione della Fondazione Einaudi è presidente della Fondazione Piccolo di Calanovella – ma non solo per il titolo di Duca di Belsito ereditato. Faceva parte dell’aristocrazia dello spirito, conosceva la sintesi delle varie religioni e per questo le abbracciava tutte definendosi pagano, ribaltando il senso di una parola che ai più suona con valore dispregiativo».
Bent Parodi oggi riposa all’interno della cappella della Famiglia Piccolo e sulla sua tomba c’è anche il volume Trattato di Storia delle religioni di Mircea Eliade.
Parodi, danese di nascita, era una persona particolarmente erudita, cresciuto in un ambiente multiculturale, parente di quel Hans Christian Andersen, celebre per le sue fiabe, sviluppò un forte rapporto con l’autore del  Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa che frequentava la casa del padre, a Palermo, con i fratelli Casimiro e Lucio Piccolo, con Raniero Alliata di Pietratagliata, suo maestro, che raccontò nell’unico suo romanzo pubblicato: Il Principe Mago.

Quando divenne presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, in anni difficili, a Palermo, puntò tutto sulla formazione che, giustamente credeva, “sarebbe stata la credibilità delle nuove leve.” Sapeva aggregare, era curioso e alla curiosità degli altri rispondeva regalando libri senza volere cercare adepti o tifosi, né applausi, ma instillando il germe della conoscenza nel prossimo. E ci riusciva sempre.

Dei suoi saggi, invece, ci restano moltissime testimonianze  e uno di questi gli valse anche il premio internazionale Nietzsche per la filosofia nel 1980.
La Fondazione, sulla sua pagina social ha scritto nel giorno del decimo anniversario della sua morte: “Il 16 dicembre del 2009 Bent Parodi di Belsito, Presidente storico della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, lasciava il suo corpo fisico.
La Fondazione lo ricorderà sempre per l’esempio che ci ha lasciato: quello di vivere la Tradizione nel presente e in ogni istante.
Villa Piccolo continua oggi a svolgere la propria incessante attività culturale nel nome di Bent e dell’immenso contributo che ha dato alla Cultura e alla Sicilia.
Sempre nel Tuo Nome.”