Come cambia il PD Siciliano dopo la scissione di Renzi

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Dopo la scissione di Matteo Renzi dal Pd, e la fondazione del partito “Italia Viva” che, guarderà al centro, è già partita la gara tra i fedelissimi che lo seguiranno ed altri che invece resteranno nel partito guidato da Zingaretti. Certamente ci saranno ripercussioni anche in Sicilia ed a Messina.
Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso – scrive Renzi sui social Dopo 7 anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta.”
“Per me – continua Matteo Renzi – c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”.
E proprio verso quest’appuntamenti si preparano ad andare anche i politici siciliani. Alcuni da osservatori, altri in queste ore già pensano di sedersi ad un tavolo per trattare futuri passaggi, con poltrone e orticelli elettorali al seguito. Si sa la politica è così.
Tra i Renziani di Sicilia che lo hanno seguito c’è Davide Faraone (ex segretario regionale dem), diamo per certo lo seguiranno la senatrice Valeria Sudano, nonché Luca Sammartino, ed ancora Daniela Cardinale, figlia di Totò, leader di Sicilia Futura, ma in un’ipotesi di cenario politico che converge “al centro” potrebbe anche esserci il commissario di Forza Italia Miccichè, diventato in Sicilia un oppositore del salvinismo e spesso in rotta con Musumeci. E poi a Siracusa c’è Giancarlo Garozzo, che ha detto di aderire al progetto.
E si fa avanti adesso anche Valeria Sudano. “Sono entrata nel Pd accolta da Renzi e ora lo seguo in questa nuova sfida“, dice a La Sicilia la senatrice catanese, che fa tandem con Luca Sammartino, il deputato regionale recordman di preferenze. La adesione di quest’ultimo alla “cosa” renziana sembra a questo punto quasi certa. E l’eventuale transito di Sammartino significherebbe la presenza di Italia viva in Assemblea regionale.

Ma di fatto è Faraone il punto di riferimento di tanti e da lui, in Sicilia, partirà il nuovo cammino nella nuova cosa renziana.

Faraone è esplicito: “Saremo leali al governo che per primi abbiamo pensato e che più di tutti abbiamo voluto. Pensiamo a un governo che non galleggi ma faccia e faccia bene. Organizzata la nostra presenza in parlamento, cominceremo immediatamente a strutturarci nei territori, nei luoghi di lavori, nelle scuole” ed invita gli under 30 a iscriversi alla Scuola di cultura politica “Futura”, annuncia che nell’incontro della Scuola, dal 4 al 6 ottobre a Terrasini dove sarà presente Matteo Renzi.
Ora c’è da vedere che faranno i “renziani da sempre”.

A Messina annoveriamo sia il parlamentare Pietro Navarra che il deputato regionale Franco De Domenico che forse resteranno nel Pd e al momento sono vicini alle posizioni del ministro Franceschini.

Navarra infatti ha detto: “Rispetto l’opinione di tutti ma sono stato eletto nel PD e non credo utile in questa fase la formazione di un nuovo gruppo parlamentare nel centro sinistra. Ritengo Matteo Renzi una risorsa importante nella lotta al sovranismo di Salvini e della Meloni. Al contempo, però, considero ancora valido e necessario il progetto politico di una forza unica e plurale che, aggregando il centrosinistra, faccia fronte comune per dare finalmente vita a un serio programma di sviluppo per il nostro Paese. Ora che siamo al Governo, la compattezza è strumento essenziale per dare concretezza a quei provvedimenti ormai indispensabili per risollevare l’Italia dall’orlo del baratro in cui stava inesorabilmente precipitando”.
Beppe Picciolo potrebbe guardare positivamente la svolta di Renzi. Del resto era “freddo” con il Pd, stava dialogando con Miccichè ed ha sostenuto la candidatura di Dafne Musolino alle Europee.
Lui dice: “Può piacere o meno. Può sembrare il primo della classe o l’amico saccente sempre criticato. Ma in questa palude politica italiana certamente rappresenta una delle rare novità che possano smuovere il pantano. Ritenevo, sino ad ieri, la scelta, voluta da Renzi, del governo con i Pentastellati una mezza follia….adesso ne inizio a comprendere il significato politico da parte sua. Renzi aveva bisogno di un paio di anni di tranquillità per strutturare il suo nuovo Soggetto Politico. E se li è procurati.
Ha fatto finalmente ciò che da anni il mondo moderato, Sicilia Futura in primis, gli chiedeva: dare voce al Centro.Il PD è e sarà sempre un grande Partito, ma che ormai sempre più guarda a sinistra. Poteva dunque Matteo Renzi ragionare di prospettiva con chi lo ha voluto far cadere da guida politica del PD ? Non credo proprio. Quindi nessuno scandalo e nessun rancore reciproco! Anzi…! Zaino in spalla e pedalare! La Leopolda tornerà ad essere quest’anno quella fucina di idee in movimento per cui era nata? Provare per credere”.
Da vedere cosa faranno gli altri. A partire dal sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto. Scelte che vanno oltre quelle fatte in fase di elezione del segretario dove molti hanno optato per male minore rappresentato da Zingaretti, anche ponderando sullo scacchiere delle opportunità politiche nuove opportunità.