Operazione "Cuci e scuci" su tangenti e appalti truccati, arrestato un pattese

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Investe anche il messinese la vasta operazione anticorruzione denominata ‘Cuci e Scuci’ condotta dalle prime luci dell’alba di questa mattina dalla Polizia di Stato di Palermo.
C’è infatti anche un funzionario di origine pattese tra i quattro arresti eseguiti della Polizia di Stato, contestualmente ad altre dieci misure cautelari nei confronti di imprenditori e funzionari del Provveditorato Opere Pubbliche di Palermo; sono accusati di corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Si tratta Antonino Casella, 46 anni finito ai domiciliari insieme a Carlo Amato, 53 anni, di Palermo; Claudio Monte, 49 anni, di Palermo e  Franco Barberi, 65 anni, di Agrigento. I Provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della procura della repubblica.
L’indagine, svolta dalla sezione anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, ha svelato un sistema di tangenti nel settore degli appalti per opere pubbliche che ha interessato un importante distretto ministeriale. L’input alle indagini lo ha fornito la denuncia di un imprenditore edile, al quale erano state chieste ‘mazzette’ da parte di alcuni funzionari in servizio presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per lavori di ristrutturazione di una scuola elementare in provincia di Palermo.
L’architetto Antonino Turriciano e l’assistente geometra Fabrizio Muzzicato sono sottoposti alla misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 12 mesi.
Inoltre, il provvedimento cautelare prevede per la prima volta in Sicilia, l’applicazione del DASPO previsto dal recente decreto anticorruzione, ossia la misura del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi a carico di 8 imprenditori, titolari di altrettante imprese operanti nel settore edilizio e con sede nella provincia di Palermo, Enna, Messina, Agrigento. Questi i nomi : Giuseppe Messina, di Enna, di 67 anni; Filippo Messina, di Enna, di 41 anni, Ignazio Spinella, di Marineo, 44 anni, Lorenzo Chiofalo, di Nardò (Le), 50 anni, Tommaso D’Alessandro, di  Bagheria, 55 anni, Giuseppe Giovanni Tunno, di Canicattì di 55 anni; Franco Vaiana, di Palazzo Adriano 80 anni e Giuseppe Pinto Vraca, di Castel’Umberto (Me) di 67 anni.