Piena assoluzione per l’ex gestore di un rifornimento di carburanti

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In primo grado è stato assolto da tentata estorsione ed in secondo grado anche da appropriazione indebita.

Si è conclusa in questo modo la vicenda giudiziaria di un quarantenne di origini straniere che ha gestito un rifornimento di carburanti a Naso tra il 2013 ed il 2014. Al termine della gestione, la ditta proprietaria del distributore lamentò un ammanco di circa ventimila euro ed una richiesta di assunzione illecita; da qui scattò la querela e di seguito si incardinò il processo nei confronti dell’uomo di origini straniere che si è sempre professato innocente, con le accuse di tentata estorsione e appropriazione indebita. Il tribunale di Patti, accogliendo la tesi dell’avvocato Davide Canzonieri, difensore di fiducia dell’imputato, ha assolto l’uomo dall’accusa più grave, cioè il tentativo di estorsione, perchè il fatto non sussiste. L’avvocato Canzonieri, non pienamente soddisfatto dalla pronuncia di primo grado, che aveva comunque ritenuto integrato il reato di appropriazione indebita, propose appello, impugnando la sola parte della sentenza con la quale il giudice di primo grado aveva dichiarato l’imputato colpevole solo dell’appropriazione indebita. Il 15 aprile scorso, ritenendo fondati i motivi di impugnazione, la corte d’appello di Messina ha assolto l’imputato anche dal reato di appropriazione indebita, perché il fatto non sussiste.