Il Tar ha stoppato la gara per i rifiuti della Srr Messina Provincia

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L’appalto per l’affidamento del servizio dei rifiuti nei 33 comuni della Srr Messina Provincia doveva essere diviso in lotti; poiché questo non è avvenuto, di fatto, si è impedito alle microimprese, piccole e medie imprese di partecipare. Per questo il bando di gara è stato annullato.

Così ha deciso la quarta sezione del Tar di Catania che ha accolto il ricorso presentato dalla ditta individuale “Pippo Pizzo” rappresentata dall’avvocato Riccardo Rotigliano. Si è opposta alla Srr Messina Provincia rappresentata dall’avvocato Giuliana Monzù. La bando di gara è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 16 maggio 2018; si riferisce a 33 dei 57 comuni dell’area tirrenica e nebroidea della provincia di Messina – i restanti si sono infatti costituiti in aro – per un importo superiore ai 42 milioni di euro, con una durata dell’affidamento di sette anni. La ditta “Pippo Pizzo” affidataria del servizio in 3 dei 33 comuni interessati dall’affidamento e già affidataria del servizio in altri 4 comuni, ha presentato ricorso, ribadendo che, con la mancata suddivisione in lotti, i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara sono stati talmente gravosi da risultare irragionevoli. Non sono stati poi specificati i costi sul lavoro, mezzi ed attrezzature, rendendo la partecipazione alla gara difficoltosa o impossibile. La Ssr Messina Provincia si è costituita in giudizio e ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, chiedendone il rigetto, ribadendo che le clausole del bando non hanno impedito comunque la partecipazione della ditta ricorrente alla gara. Il Tar è stato di diverso avviso, ritenendo che la mancata suddivisione in lotti ha determinato un irragionevole innalzamento dei requisiti di capacità tecnica richiesti. La giurisprudenza nel merito ha confermato come la suddivisione in lotti ha il fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese alle gare pubbliche. Questo non è avvenuto e dunque il ricorso della ditta “Pippo Pizzo” è fondato ed è stato accolto ed il bando è stato giudicato illegittimo. I giudici hanno anche condannato la Srr Messina Provincia a pagare le spese di giudizio.