Capo d’Orlando, la giunta c’è ma la maggioranza non si sa

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La nuova giunta c’è, la quadratura politica pare di no. E’ infatti ancora presto per capire come l’avvicendamento di due assessori nell’esecutivo guidato da Franco Ingrillì abbia mutato gli equilibri in consiglio comunale dove il primo cittadino si dice convinto di poter contare, adesso, su 10 consiglieri su 16.
Il ritorno in maggioranza di Edda Triscari, Massimiliano Fardella ed Aldo Leggio (quest’ultimo entrato in Giunta senza lasciare la carica di consigliere in contrasto con gli accordi di campagna elettorale), hanno numericamente rafforzato l’esecutivo, ma i dubbi sulla tenuta rimangono.
Dubbi politici legittimi per i malumori che cominciano a venire allo scoperto.
E, con ogni probabilità, il primo giorno utile per cominciare a parlarne, potrebbe essere domani, quando il consiglio comunale tornerà a riunirsi per nominare i revisori dei conti.
Difficile, infatti che la minoranza si lasci scappare l’occasione per tirare in ballo le decisioni di Franco Ingrillì. Interessante anche comprendere eventuali assenze in aula.
I dissapori in maggioranza che il rimpasto ha aggravato sono ormai rumors sempre più insistenti e possono essere riassunti così.
Felice Scafidi, nelle sue dimissioni di giovedì scorso, parla di “posizioni divergenti ed autonome” nel gruppo Partiamo da Capo.
Enza Giacoponello, nonostante proprio le dimissioni di Scafidi abbiano indebolito la sua posizione, avrebbe mal sopportato il dietrofront verso il suo ingresso in giunta di Ingrillì visto che già due anni e mezzo fa aveva dovuto fare un passo indietro. Così questa mattina ha dato il primo scossone rimettendo le deleghe che aveva ottenuto (da consigliere) quasi due anni fa. Erano relative al commercio e l’area finanziaria. Giacoponello mette nero su bianco, nelle sue dimissioni, il cessato rapporto di fiducia con il sindaco.
Questo vuol dire che lascia anche la maggioranza?.
“In questo momento non l’ho fatto- ha detto il consigliere ad una nostra telefonata- ma sto riflettendo su tutto quanto è successo negli ultimi mesi. Vedremo.”
In maggioranza, inoltre, sono in molti a fare buon viso a cattiva sorte verso Aldo Leggio che non ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere lamentando le disparità rispetto a Susanna Di Bella e Rosario Milone, defenestrati dalla giunta senza paracadute in aula.
Infine, l’ultima grana pare essere quella intorno al nome di Sara La Rosa. Apprezzata dall’intero consiglio per la sua professionalità, nella Lista Orlandina sono in tanti a sostenere che il nome, benchè di qualità, non sia stato indicato dallo schieramento, come gli equilibri politici imponevano.
Così, tra “gruppi Whatsapp” roventi o eliminati, frasi sussurrate in piazza e post polemici sui social, bisogna capire nei prossimi giorni se si tratti di semplici mal di pancia e contare chi ancora “Ci crede”.