“Non fornì notizie riservate”, finanziere di Mistretta assolto in Cassazione

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La Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente il caso riguardante Angelo Scolaro, 52 anni, originario di Barcellona, appuntato in servizio presso la guardia di finanza di Nicosia.

Scolaro, difeso dall’avvocato, Pinuccio Calabrò, era stato condannato dal Gup di Mistretta, perché, secondo l’accusa, nel 2009, avrebbe comunicato e diffuso dati ed informazioni contenute nella banca dati in uso alle forze di polizia sul conto di una persona che sarebbe stata sottoposta ad indagini. Una circostanza che sarebbe emersa a seguito delle indagini effettuate dai carabinieri. Scolaro presentò appello alla corte d’appello di Messina, che, però, il 26 settembre 2014, confermò la sentenza del Gup del Tribunale di Mistretta. A quel punto fu presentato ricorso in Cassazione, evidenziando questioni procedurali riguardanti il capo d’accusa, la responsabilità dell’imputato e soprattutto le modalità di acquisizione delle prove a carico. La Cassazione, nel 2016, annullò la sentenza della corte d’appello di Messina con rinvio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria per nuovo esame sull’eccezione di inutilizzabilità delle prove. Anche i giudici calabresi, come quelli messinesi, però, confermarono la condanna emessa in primo grado dal tribunale di Mistretta e l’avvocato Calabrò presentò nuovo ricorso in cassazione. Ora, però, il caso si è definitivamente chiuso con il nuovo responso della Suprema Corte, che ha annullato la condanna, ma senza rinvio. Il caso è chiuso.