Un territorio funzionale ai gruppi criminali

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La vastità del territorio della provincia di Messina è funzionale alle alleanze tra gruppi criminali di “Cosa nostra” palermitana e catanese, oltre a quelli della ‘Ndrangheta. Questo il dato preoccupante che emerge dal Focus semestrale della Dia – la direzione investigativa antimafia – e che conferma ciò che già è stato annunciato in passato. Sui Nebrodi c’è il “mandamento mafioso di San Mauro Castelverde”, nella fascia tirrenica la cosiddetta “mafia barcellonese” simile a “Cosa nostra” palermitana, seppure sarebbe emerso che i gruppi tirrenici dei barcellonesi, mazzaroti, milazzesi e di Terme Vigliatore intrattengano rapporti anche con gruppi catanesi che avrebbero individuato “referenti” in provincia. Informazioni che trovano conferma nelle indagini patrimoniali, condotte dalla Dia di Messina e di Catania: è stato infatti confiscato a maggio dello scorso anno il patrimonio di oltre 28 milioni di euro ad un imprenditore operava nel movimento terra, nella produzione di conglomerato cementizio e nelle energie rinnovabili, ritenuto collante tra i “barcellonesi” e i “Santapaola”. Ci sono poi i movimenti autonomi nel territorio di Tortorici dei gruppi dei “batanesi” e dei “tortoriciani” che avrebbero puntato l’attenzione ai terreni e all’economia del Parco dei Nebrodi. Con loro ci sono anche quelli che vengono chiamati “Brontesi”, un dato emerso dopo un sequestro di oltre un milione di euro effettuato dalla Dia di Catania. I gruppi catanesi incidono anche nella fascia ionica nel settore delle estorsioni ad imprese commerciali e turistiche, dalla periferia Sud di Messina al confine con la provincia di Catania; i riferimenti sarebbero le famiglie “Santapaola-Ercolano”  e le “Cappello-Laudani”, con specifiche ripartizioni. Messina si caratterizza, secondo la relazione semestrale della Dia, per una divisione in quartieri e aree della città, che imperversano, tra gli altri, nel gioco d’azzardo e nelle scommesse clandestine. Da Sud a Nord, a Camaro, Mangialupi, ci sarebbero gli “Spartà” e le famiglie di Giostra, poi i “Ventura” ed il gruppo Mangialupi.