venerdì, Luglio 11, 2025

Sanità: la riduzione dei posti letto penalizza gli ospedali siciliani

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Non possiamo condividere quelle decisioni che penalizzeranno gli ospedali siciliani. Così i presidenti dei consigli comunali di Pettineo, Gianfranco Gentile, di Tusa, Rosaria Piscitello e di Castel di Lucio, Salvatore Noto dopo che l’assessore regionale alla salute Daniela Faraoni, ha presentato la nuova rete ospedaliera della Sicilia che registra una riduzione di 367 posti letto ospedalieri in tutto il territorio siciliano. 

Tale piano è in fase di definizione e probabilmente potrebbe venire ritoccato dopo il confronto con i comuni, sindacati e successivamente con la Commissione Salute in Assemblea Regionale Siciliana.

“Siamo consapevoli della valenza di una nuova sanità efficiente ed in armonia con i territori, hanno ribadito i tre presidenti del consiglio, ad ogni modo non possiamo condividere tali decisioni che penalizzeranno gli ospedali siciliani. La realtà che viviamo è composta da piccoli comuni con una larga maggioranza di popolazione anziana e con un aumento costante di domande per assistenza sanitaria, motivo per cui il taglio dei posti letto comprometterebbe il diritto alla salute.”

Non si può pensare di riorganizzare la sanità pubblica, hanno proseguito Gentile, Piscitello e Noto, mettendo in atto la logica dei numeri e del taglio della spesa. E’ necessaria un’ampia visione territoriale che prenda in considerazione la complicata mobilità e il progressivo spopolamento che rende questi comuni delle zone a rischio.

A conferma di ciò ricordiamo l’ultimo tragico episodio che ha riguardato una donna di 29 anni originaria di Caronia che ha dato alla luce un figlio in auto mentre tentava di raggiungere il reparto di ostetricia e ginecologia di Messina.

“Facciamo appello al buon senso del Presidente della Regione Renato Schifani, dell’Assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni e di tutti i componenti del Governo e Parlamento Regionale, hanno concluso i tre, affinchè si garantisca il mantenimento dei livelli minimi di assistenza ospedaliera nella provincia di Messina e quindi che la bozza venga rivista tenendo conto dei territori più marginali e disagiati.”

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