domenica, Giugno 16, 2024

Auto blu per fini privati, misura cautelare per Gianfranco Miccichè

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Auto blu per fini privati e missioni fantasma. Per questo l’ex presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, è indagato dalla Procura di Palermo. Peculato, truffa e false attestazioni, queste le accuse mosse all’attuale parlamentare regionale e storico esponente di Forza Italia. A Miccichè intanto stata notificata la misura cautelare del divieto di dimora a Cefalù. Secondo l’accusa Miccichè avrebbe usato per fini personali l’auto che gli era stata assegnata per svolgere le funzioni istituzionali. A Miccichè, inoltre, i magistrati contestano di aver confermato le false missioni di servizio dichiarate da Maurizio Messina, dipendente Ars che gli faceva da autista. Una truffa che avrebbe portato nelle tasche di Messina indennità non dovute per 10.736 euro.

Con l’Audi della Regione, sistematicamente parcheggiata a casa dell’autista, per 33 volte, tra marzo e novembre del 2023, Miccichè avrebbe fatto viaggi privati, sarebbe andato a fare visite mediche, avrebbe dato passaggi, nel tragitto Palermo – Cefalù e viceversa, a componenti della sua segreteria, a familiari e a persone assunte nello staff politico e in realtà impiegate nelle più disparate mansioni: dalla pulizia, alla manutenzione della piscina, alla derattizzazione.

Il veicolo sarebbe stato utilizzato, secondo l’accusa, anche per portare al politico la cocaina e per fargli recapitare il cibo acquistato al ristorante dell’amico Mario Ferro, lo chef poi indagato per spaccio di droga nell’ambito di una inchiesta che svelò che il deputato più volte si era rivolto a lui per acquistare sostanze stupefacenti.

Con l’auto blu assegnata dalla Regione per servizio Gianfranco Miccichè avrebbe fatto anche portare il gatto dal veterinario da Cefalù a Palermo. E in un altro caso l’Audi sarebbe stata impiegata per trasportare la benzina da dare alla moglie del parlamentare rimasta a secco o per recuperare il caricabatterie dell’Ipad.

L’autista, dipendente dell’Ars, avrebbe fatto da “conducente, corriere, portaordini, trasportatore” in base alle esigenze dell’ex presidente del Parlamento siciliano. L’autista, infine, per 209 ore totali avrebbe dichiarato la propria presenza in servizio mentre era a giocare al Bingo o da amiche, intascando comunque i soldi dell’intera giornata lavorativa. La somma illecitamente guadagnata si aggira attorno ai 10mila euro. A Messina è stato notificato l’obbligo di dimora a Palermo e Monreale. Il gip ha disposto il sequestro di 2138 euro a carico dell’ex presidente dell’Ars. Si tratta del costo dell’utilizzo improprio dell’auto blu.

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