martedì, Giugno 18, 2024
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Messina città a vocazione turistica: aumentano di tredicimila le presenze rispetto al periodo pre pandemia

Turismo copertina

Presentati stamani a Palazzo Zanca i “Dati Statistici relativi alle Presenze Turistiche a Messina dal 2019 al 2023”.     blank

Insieme al sindaco Federico Basile, gli assessori Enzo Caruso e Roberto Cicala e Maria Cristiana Laurà in rappresentanza del commissario dell’autorità di sistema portuale dello stretto ammiraglio Antonio Ranieri. In sala i rappresentanti delle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Confartigianato, di Federalberghi, delle Agenzie di Viaggio e delle guide turistiche di Messina. Messina città a vocazione turistica considerate soprattutto le tredicimila presenze in più rispetto al periodo pre pandemico ma, le casse del Comune, ha affermato il sindaco Basile, “non hanno notato questo incremento in quanto, la tassa di soggiorno è uguale a quella del 2017”. Abbastanza polemico Federico Basile, “chiede maggiore collaborazione agli operatori turistici, assolve quelli virtuosi che versano la quota incassa con il soggiorno dei turisti ma, punta l’indice nei confronti dei “furbetti”.blank

Basile ribadisce che “occorre maggiore lavoro sinergico per rendere sempre più visibile il Brand Messina”. Altra frecciata il sindaco la riserva agli operatori commerciali; “non comprende il fatto che quando arrivano le navi da crociera, i negozi dalle 13 alle 16 rimangono chiusi, una visione miopica di ciò che significa fare imprenditoria”. Sarebbe opportuno, ha proseguito il sindaco, “pensare ad un orario flessibile, magari con l’apertura posticipata di qualche ora per poi proseguire fino alla sera, alla stregua dei centri commerciali”. La strategia di città dei grandi eventi con presenze di artisti di fama nazionale ed internazionale, ha concluso Basile, “contribuisce a rendere Messina più attrattiva per cui, i dati certificano il fatto che in tantissimi, da croceristi sono diventati turisti con benefici per tutta l’imprenditoria cittadina”.blank

Anche l’assessore al Turismo Enzo Caruso, ha seguito la linea del sindaco Basile comunicando che: “i dati relative alle presenze, non sono solo numeri, ma valutazioni che certificano la bontà del progetto che l’amministrazione ha avuto per lanciare l’immagine di Messina a livello nazionale ed internazionale”. Messina non possiede gradi strutture recettive, ha detto Caruso, per cui, “bisogna capire come attirare il turismo scolastico e quello religioso”. Nel centro città, ha spiegato Caruso, “ci sono diversi istituti religiosi che erano adibiti anche ad istituti scolastici, con parcheggio interno; un imprenditore lungimirante potrebbe cercare di convertire questi istituti in strutture ricettive”. A tal proposito, ha dichiarato Caruso, “esistono dei contributi statali ai quali è possibile accedere”. Ancora l’assessore al Turismo ha annunciato che “l’amministrazione riproporrà il meeting del turismo, in modo da presentare, in maniera chiara, le proposte che la città e gli imprenditori vorranno proporre”. Caruso ha dedicato la parte finale della sua relazione, “fornendo i dati relativi alle presenze turistiche a Messina forniti dall’osservatorio turistico regionale”.

Sono aumentati i B&B, le strutture complementari, le case vacanza. Tredicimila presenze turistiche in più a Messina quasi l’11% rispetto al periodo pre pandemico. Quasi tutti preferiscono l’hotel ma, anche le altre strutture ricettive hanno registrato aumenti considerevoli. Queste presenze riguardano sia gli italiani che gli stranieri. Caruso insiste nuovamente “sulla stagionalità delle proposte perché, se settembre rappresenta il mese in cui quasi tutti gli italiani hanno esaurito le proprie ferie e quindi riprendono a lavorare, per gli stranieri, tedeschi soprattutto, fino a novembre il clima siciliano, li invoglia a trascorrere giorni di spensieratezza e divertimento”. Ultimo dato Caruso, lo riserva “ai clic sui codici Qr code dei walking tour, per scaricare i percorsi utili a visitare Messina, presenti su Google Maps numeri, che testimonia l’interesse degli stranieri per queste proposte.blank

L’assessore Roberto Cicala, ricordando che due delle sue deleghe riguardano la lotta all’evasione e il contenzioso, “rimarca la considerazione fatta dal Sindaco Basile riguardante la tassa di soggiorno”. Cicala ha spiegato che “questa tassa è a totale carico dei villeggianti e non degli operatori commerciali per cui, è un dovere di coloro che gestiscono strutture ricettive, versarla al comune”. Non è accettabile che il comune, ha proseguito Cicala, “a fronte delle presenze turistiche registrate, incassi solo 200 mila euro l’anno”. Evidentemente il meccanismo è inceppato in qualche ingranaggio esterno al comune. Cicala comunica che “l’amministrazione ha sottoscritto un “protocollo di legalità” con la Guardia di Finanza proprio per contrastare questa cattiva abitudine”. Utilizzando i sistemi informatici e i siti specializzati, è possibile risalire al numero di presenze stanziali a Messina e alla quota che gli operatori dovrebbero versare al comune. Se i dati relativi alle strutture recettive mettono in evidenza oltre 1900 B&B e 1500 case vacanza, l’omesso versamento crea un danno al comune di grande rilevanza. Cicala ha concluso affermando che “le somme relative alla tassa di soggiorno non fanno parte del bilancio comunale in quanto, tutto quello che viene incassato viene utilizzato proprio per iniziative a carattere turistico”.

A tal proposito, riprende la parola l’assessore al turismo Caruso il quale informa che “il comune ha avviato le procedure per ottenere il riconoscimento del marchio “VisitMe” che gli operatori commerciali potranno richiedere a fronte però, di dimostrare qualità ed efficienza della struttura”. Purtroppo, conclude Caruso, “stride il fatto che molti turisti hanno lasciato dei commenti negativi riguardanti alcune attività messinesi ree di aver aumentato in maniera spropositata i prezzi soprattutto di bevande calde e fredde”. Non è certo questo il modo di fare imprenditoria.blank

Chiude la serie degli interventi Maria Cristiana Laurà dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto di Messina. Nel 2023 ha dichiarato la Laurà, “hanno attraccato a Messina 212 navi con una presenza di 526 mila passeggeri; nei primi mesi del 2024 sono passati a 234 navi e oltre 640 mila passeggeri”. La Laurà ha messo in evidenza “il dato relativo ai benefici economici ricevuti dalle attività commerciali, grazie a questa massiccia presenza a Messina”. Calcolando una spesa pro capite di circa 5 euro, “gli operatori locali hanno ricevuto oltre 2 milioni 600 mila euro”. Se poi si aumenta la spesa portandola a 40 euro pro capite, dato che segue per difetto il rang nazionale, ha dichiarato la Laurà, “i croceristi hanno lasciato in città oltre 21 milioni di euro”. Tra i beneficiari, la Laurà “ha mansionato anche i gestori del terminal e i loro dipendenti, la società che si occupa dalla sicurezza, le ditte di   pulizia, ma anche l’AMAM che fornire l’approvvigionamento idrico”.blank

Sorge spontanea una domanda: di queste somme incassati, quanti gli imprenditori messinesi hanno investito per incrementare il turismo?. La risposta è sconvolgente ma reale: NIENTE! Sarebbe opportuno sedersi tutti attorno ad un tavolo per cominciare a ridisegnare, in maniera seria e propositiva, tutto ciò che riguarda la proposta turistica che Messina vuole offrire a quanti la stanno scegliendo come città dove soggiornare, soprattutto per vivere le sue bellezze artistiche, storiche culturali ed anche enogastronomiche.

 

 

 

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