domenica, Luglio 14, 2024
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Caronia – Inferno di fuoco a Torre del Lauro, la disperazione di chi ha subito danni – Video

incendio caronia

Un’altra serata di inferno per il comprensorio dei Nebrodi, assediati dagli incendi. Ieri sera a tenere in apprensione i cittadini due violenti fronti di fuoco che hanno impegnato per ore le squadre di soccorso nel comune di Caronia, nella zona tra Torre del Lauro e contrada Badetta ad est dell’abitato del comune.

Fiamme altissime, che pare si sarebbero sviluppate nella zona alta e che alimentate dal forte vento di Scirocco hanno divorato ettari di macchia mediterranea, alberi e tutto ciò che hanno incontrato sulla loro strada. Il rogo si è spinto poi fino a mare, a ridosso della spiaggia.

A favorire la propagazione dell’incendio la fitta vegetazione che caratterizza questa zona, ma anche l’incuria di alcune aree, piene di sterpaglie ed erba incolta.

Le fiamme hanno oltrepassato la SS113 e la linea ferrata, verso le abitazioni che si insistono sul litorale. Ancora in corso la conta dei danni. Minacciate aziende agricole e zootecniche. Danni ad un’abitazione privata e alle cabine elettriche.

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Il fuoco, che ha trovato nutrimento nell’erba e nei cespugli alti lungo i bordi della strada, ha svelato la presenza di vere e proprie discariche di immondizia di ogni genere e sorta, persino una bombola del gas, abbandonata a pochi metri dalla carreggiata.

Chiusa per diverse ora la SS 113 tra Santo Stefano di Camastra e Acquedolci e la A20 in entrambe le direzioni di marcia tra il casello autostradale di S. Agata di Militello e quello della città delle ceramiche. Tir e auto in coda per ore, poi costretti a fare inversione e tornare indietro.

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Soltanto in tarda serata le principali arterie di collegamento sono state riaperte al transito. Questa mattina sotto gli occhi di tutti il consueto paesaggio lunare e di devastazione. Ora si dovranno fare i conti con i danni causati dalle fiamme non solo a strutture pubbliche e private, ma anche al territorio che, deprivato di alberi e arbusti, sarà ora più fragile, sotto il profilo idrogeologico.

 

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