venerdì, Febbraio 23, 2024
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Tribunale di Patti: non avrebbe denunciato gli abusi commessi sulla figlia, assolta la madre perchè il fatto non sussiste

patti

Per l’accusa avrebbe omesso di proteggere la figlia tredicenne che sarebbe stata palpeggiata nelle parti intime dal compagno e per questo, al termine della sua requisitoria, contestando il fatto di non aver impedito le violenze sessuali commesse ai danni della figlia, il pm Antonietta Ardizzone aveva chiesto la pena di 7 anni di reclusione. Il collegio giudicante del tribunale di Patti, presidente La Spada, a latere Gullino e Zantedeschi, accogliendo invece le richieste del legale della donna, l’avvocato Antonietta Privitera, ha assolto l’imputata perché il fatto non sussiste.

La contestazione originaria si riferiva all’estate 2015 in un centro dell’area tirrenica e al fatto che la donna, per non interrompere il rapporto con il compagno, non lo aveva denunciato, pur essendo a conoscenza di abusi sessuali subiti dalla figlia tredicenne. Per questa specifica vicenda l’uomo fu condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione.

Riguardo invece alla madre, la ragazza si confidò con lei, a distanza di due mesi, ma fino a quel momento non sapeva assolutamente nulla di quanto era accaduto. Essendo stata a conoscenza dei fatti litigò con il compagno, riferendo di non avvicinarsi più alla figlia.

Nell’arringa finale l’avvocato Antonietta Privitera ha evidenziato proprio come la donna nulla sapesse e solo nel momento in cui fu messa a conoscenza dei fatti non ci furono più incontri o abusi commessi dal compagno. Da qui l’assoluzione disposta dai giudici perché il fatto non sussiste.

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