domenica, Luglio 3, 2022

Esplosione fabbrica fuochi d’artificio a Barcellona, condannato artigiano a 4 anni e 2 mesi

barcellona tribunale

In quel locale non doveva esserci nulla, doveva essere pulito, svuotato ed essere a tenuta stagna.

Questo alla base della difesa evidenziata dall’avvocato Gianni Pino nel corso del rito abbreviato a carico dell’artigiano Corrado Bagnato, per i tragici fatti accaduti il 20 novembre 2019 in contrada Pezze Cavalieri a Barcellona Pozzo di Gotto.

In quel giorno morirono Venera Mazzeo, Mohamed Taeher Mannai, Vito Mazzeo, Giovanni Testaverde e Fortunato Porcino e furono ferite altre due persone. Ieri il Gup del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha condannato Bagnato e 4 anni e 2 mesi di reclusione. Bagnato doveva rispondere di omicidio colposo, disastro colposo, lesioni colpose e violazioni sulla normativa per la sicurezza sul lavoro.

L’avvocato Pino, ricordando che presenterà appello, ha evidenziato come la pena avrebbe dovuto essere più contenuta, perché tra le poche contestazioni da contestare a Bagnato avrebbero potuto essere solo quelle della violazione sulla normativa per la sicurezza sul lavoro.

Il processo di ieri, celebrato con il rito abbreviato, anticipa quello con il rito ordinario; per questo si procederà il 23 giugno prossimo per l’imprenditore Vito Costa e l’artigiano Antonino Bagnato., Sono parti civili i familiari delle vittime costituitesi in giudizio con gli avvocati Paolo Pino, Cettina Triscari e Pina Rita Bruno.

L’inchiesta fu coordinata dal procuratore della repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto Emanuele Crescenti e dai sostituti Rita Barbieri, Matteo De Micheli e Emanuela Scali.

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