domenica, Luglio 3, 2022

Milazzo: Il “Premio Terminal” taglia il traguardo dei dodici anni

CARAGLIANO con barone messina 2
Il “Premio Terminal” è nato a Milazzo nel 2010 per dare un riconoscimento ai cittadini milazzesi, alle associazioni, alle aziende o ai gruppi attivi in qualsiasi campo.
Oggi è un evento molto atteso ed ambito da chi si è messo in evidenza nel corso dell’anno o degli anni precedenti nel proprio settore professionale o sociale: può essere attribuito a personalità viventi oppure può essere conferito alla memoria.
I nominativi dei candidati sono indicati dai lettori del periodico “Terminal” ma anche da semplici cittadini; grazie alle segnalazioni, la commissione valuta e decide, se il premio debba essere conferito o meno.
Spesso, in caso di parità di più nominativi nello stesso settore, ci sono altri elementi che fanno pendere la bilancia a favore di colui che alla fine sarà premiato; con la consolazione per chi non ha vinto di vedere il proprio nominativo, e magari il premio, l’anno successivo! La commissione per l’assegnazione del premio per il 2022 ha fatto capo all’associazione alunni del liceo Impallomeni, al periodico Terminal, al Gruppo San Rocco, all’Associazione Statistici, all’Ass. Culturale TESEO.
La commissione. In piedi Santino Smedile, ideatore del "Premio Terminal"
La commissione. In piedi Santino Smedile, ideatore del “Premio Terminal”
Da qualche anno il premio Terminal non si rivolge solo al territorio milazzese.
La nascita viene fatta risalire all’edizione 2010 di Milazzo FILM FESTIVAL, quando per premiare l’ironia e la satira di un personaggio che riconoscevano nel periodico, Smedili e Andriolo, fra i fondatori del giornale, fecero irruzione fra i partecipanti alla manifestazione e, spiazzando tutti, allestirono una premiazione estemporanea recuperando microfono e amplificatori, un tavolo ed un fotografo, e consegnarono un’artistica targa con il logo TERMINAL ad uno sbigottito Pippo Franco. Dopo di lui, negli anni successivi, fu la volta di Lando Buzzanca, della Compagnia di Operette con Victor Vitale, di Oreste Lionello.
Non ci sono settori prestabiliti: lavoro, sport, spettacolo, moda, teatro, gastronomia, medicina, arte, narrativa, agricoltura, pittura, poesia, innovazioni, ricerca, scuola…. tutto entra in quell’immenso calderone che nel corso di dodici edizioni ha permesso di riconoscere i meriti di oltre 300 persone.
Carolyn Berger
Carolyn Berger
I premiati passano attraverso una rigida selezione operata dai membri della Commissione di valutazione e tutti approvati all’unanimità: così come in passato era avvenuto per altri premiati, almeno trecento, tra i quali Gigi Billè, Chiara Muscianisi, Micio Sibilla, Peppino Isgrò, il vicequestore Peppuccio Crimi che faceva parte della squadra di Boris Giuliano nella Palermo degli anni delle stragi, il giornalista Riccardo Orioles, i Magistrati Stefano Messina, Salvatore Picciolo, Francesco e Luigi Mancuso, i politici Giuseppe Fogliani, Stefano Cartesio, Stefano Doddo, il finanziere Franco Mendolia, la Compagnia dei Carabinieri, la Capitaneria di Porto, il distaccamento dei Vigili del Fuoco, la signora Adele Chiello Tusa, padre Modesto, i maestri Antonuccio padre e figlio, lo storico Massimo Tricamo, o Pietro la Malfa, Pino D’Angelo, Salvatore Costantino per le emittenti private; e i vari Pippo Maio, Ciccio Mellina, Ennio Magistri, Antonio Trio per lo sport, ed una miriade di nomi, a volte anche inaspettati e sconosciuti, tutti in rappresentanza di una Milazzo viva, dinamica con un cuore che pulsa, che crede nel lavoro, che vuole superare le diatribe e le polemiche che spesso avvelenano gli animi e accecano la “conoscenza”… Una Milazzo che dai contrasti emerge bella e speciale, quale essa è!
Dopo avere effettuato le cerimonie di premiazione in locali diversi, da qualche anno la chiesa di San Rocco ha rappresentato il luogo ideale, anche se per motivi legati alla pandemia ed all’obbligo di distanziamento sono state indicate due date distinte per la premiazione.
L’importanza del premio continua ad essere in quei personaggi milazzesi che con semplicità, con onestà, con passione hanno lavorato o lavorano per il bene della propria città, in quei figli e nipoti che continuano l’opera dei genitori con convinzione e con sacrifici, in quelli che con il ricordo tengono vivo un passato di cui si onorano, un passato di uomini illustri della cultura.
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