domenica, Luglio 3, 2022

Da Milazzo a Padova , il “Viaggio per la vita” di Stefano Scibilia, per raccontare una storia di amore per lo sport e speranza

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Il sindaco Pippo Midili e l’assessore allo sport, Antonio Nicosia hanno ricevuto sabato pomeriggio a Palazzo dell’Aquila, Stefano Scibilia, poliziotto per mestiere e ciclista per passione, che oggi, 13 giugno, partirà con la sua bici alla volta di Padova per dare testimonianza delle difficoltà vissute, qualche anno addietro, a causa di una grave malattia che per fortuna sembra aver superato, grazie alle cure ricevute proprio al Policlinico di Padova. Nella città di Sant’Antonio, che proprio oggi viene celebrato dalla Chiesa Cattolica, Scibilia dovrà sottoporsi ad un controllo. Stefano, nella vita, come lui stesso afferma, ha dovuto “pedalare”,  nel vero senso della parola, per affrontare un faticoso percorso contro la sua malattia, trovando nello sport un beneficio non solo per il corpo, ma anche per l’anima.

Il suo viaggio sarà documentato sulla pagina Facebook “Un viaggio per la vita”. Sono otto le tappe programmate prima dell’arrivo nella a città del Santo dove ad attenderlo ci saranno  il sindaco, il prefetto, il questore, un’intera comunità.
Il via oggi con 185 Km da percorrere sino a Falerna Marina. Martedì la seconda tappa sino a Rocca Imperiale (altri 173 Km). La terza tappa porterà Scibilia in Puglia, ad Altamura e poi, in una tappa di pochi chilometri, anche per recuperare risorse fisiche, a Barletta. Venerdì ripartenza impegnativa dalla cittadina della disfida sino a Pescara (ben 242 Km), quindi altre due tappe che lo porteranno prima a Senigallia e poi a Comacchio ed infine, dopo una settimana di pedalate, lunedì 20 giugno il previsto arrivo a Padova.

“Ho sentito di cuore porgere il saluto delle istituzioni locali a Stefano – ha detto l’assessore Nicosia –; “un piccolo segnale nei confronti di un concittadino, di uno sportivo che sta portando avanti con coraggio e amore un messaggio nei confronti dello sport che ama e la propria famiglia. E mai come in questo caso lo sport, il desiderio di poterlo praticare, è stata la migliore medicina”.

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